Indagine sul “lato oscuro della vita comoda”. Cosa c’è nel mensile di maggio

Lo smart working e la necessità di “scomodarsi” con gli altri per lavorare bene; il nuovo libro di Bardazzi su Enzo Piccinini; grande intervista a Pupi Avati. Guida cliccabile ai contenuti del mensile di maggio 2021

Smart working, video conferenze, telelavoro, ma lo stesso si potrebbe dire per la Dad e per il boom degli acquisti online: sicuri nella costruzione della “società comoda” accelerata dalla pandemia non abbiamo lasciato indietro qualcosa? Siamo davvero pronti a rinunciare alla “scomodità” delle relazioni in nome della autonomia, agilità, produttività di una “on-life”? Avanza più di un dubbio a questo riguardo il sociologo Luca Pesenti nell’articolo che dà il titolo alla copertina del numero di maggio 2021 di Tempi.

Nel suo pezzo Pesenti offre un assaggio dei risultati di una ricerca dell’Università Cattolica su questi mesi di improvviso generalizzato “lavoro domiciliare forzato”:

«Raccogliendo nel tempo il punto di vista di un ampio campione di lavoratori e lavoratrici, ci si rende conto che di mese in mese sta diminuendo la soddisfazione per questa modalità di lavoro forzato, sta peggiorando il giudizio sulla possibilità di gestire meglio gli impegni della propria vita e sull’organizzazione del tempo dedicato al lavoro, aumenta la fatica legata alla necessità di restare inchiodati per lunghe ore di fronte al pc e soprattutto sta crescendo una sensazione nettissima: l’ufficio, i colleghi, le relazioni ci mancano sempre di più».

Esiste dunque un “lato oscuro della vita comoda”, come recita la copertina del nuovo numero del mensile. In questa oscurità Pesenti si inoltra per provare a spiegare cos’è che non va nello smart working così com’è stato pensato per rispondere all’emergenza Covid. E arriva a porre la questione nel modo più radicale: può essere questa vita online il nostro prossimo new normal? È davvero possibile ricostruire la società dopo il lockdown senza “scomodarsi” nelle relazioni?

A proposito di relazioni “scomode” ma vitali: il numero di maggio del mensile Tempi ne è letteralmente pieno. Giancarlo Cesana presenta il nuovo libro di Marco Bardazzi che gli ha permesso di incontrare di nuovo il suo amico servo di Dio Enzo Piccinini. Caterina Giojelli racconta l’epopea (esemplare nell’era del Covid) della Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone, una di quelle grandi opere che nessun Recovery fund potrà mai costruire, ma la carità sì. Il grande Pupi Avati poi ci spiega come e perché ha deciso di sfidare il conformismo del cinema con un film sull’amore “per sempre”. Mentre Carlo Simone tira fuori un personaggio semisconosciuto della Divina Commedia che illumina in modo splendido la superba visione dantesca del perdono cristiano (Rifeo, un pagano in Paradiso).

Nessuna pietà, al contrario, ha mostrato la Cina per Hong Kong, così come la comunità internazionale non ha mostrato in pratica alcun interesse per gli incredibili soprusi subiti dall’ex colonia britannica a opera del regime comunista di Pechino. Ricostruisce tutto Leone Grotti sempre nel numero di Tempi di maggio 2021. Rodolfo Casadei invece si occupa dell’Afghanistan, dove l’imminente ritiro dei militari Usa e Nato può vanificare il poco che è stato faticosamente conquistato.

E ancora: Ermes Antonucci ripercorre la gogna mediatica inflitta a Maurizio Lupi per la solita indagine finita in nulla; Valerio Pece ritrova in un bel libro fresco di stampa l’insegnamento del giudice beato Rosario Livatino; Gabriele Civello, avvocato e docente di diritto, risale alle origini del moderno politicamente corretto, la visione del reale che ha definitivamente sciolto il legame tra segno e significato.

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Tutto questo e molto altro nel nuovo numero di Tempi. In attesa che il mensile di maggio 2021 arrivi nelle loro case, gli abbonati a Tempi possono già scegliere se sfogliare la rivista in formato digitale nell’area riservata del sito, oppure accedere online ai singoli contenuti del mensile cliccando qui o consultando il sommario qui sotto.

I lettori non ancora abbonati, invece, farebbero bene ad abbonarsi subito (vai alla pagina degli abbonamenti).

Di seguito, la guida cliccabile ai contenuti del nuovo numero del mensile.

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Il lato oscuro della vita comoda

Editoriale

Il ministro che vuole passare da Rifondazione comunista a Rifondazione pandemista
Emanuele Boffi

Quello che siamo

Ho incontrato di nuovo Enzo, il mio amico “venerabile” nel tour de force dell’infinito
Giancarlo Cesana

Primalinea

La maestà dei disgraziati
Caterina Giojelli
Cosa ci dice nell’era del Covid l’epopea della Sacra Famiglia. Un ospizio per orfani, «pazzoidi» e inabili delle campagne che tenne testa a metropoli, gerarchi, epidemie. Facendo di carità cristiana una formidabile impresa laica e sussidiaria

Copertina

Smart working. Il lato oscuro della vita comoda
Luca Pesenti
Non è tutto oro quel che luccica nella società sempre connessa. Il lavoro non è solo produzione, ma incontro con l’altro. E lo smart working per essere davvero smart ha bisogno di un ripensamento che consideri anche gli effetti collaterali

Il santino ambulante

Quattro semplici riforme costituzionali per riportare una giustizia tra le toghe
Luigi Amicone

Foglietto

Giustizia allo sfascio. Il Parlamento non ha idee, a parte la fuffa del Csm “a sorte”?
Alfredo Mantovano

Esteri

Cosa resterà dell’Afghanistan
Rodolfo Casadei
Il ritiro americano rischia di lasciare il paese in balìa di talebani e potenze straniere. Biden lo sa ma ha altri interessi da coltivare. E in fondo non ha mai considerato nemici gli islamisti. Che già pregustano la riconquista di Kabul

«Biden sbaglia da dodici anni»
Rodolfo Casadei
Intervista a Pialuisa Bianco, fondatore e direttore di Longitude, sull’annunciato ritiro Usa dal paese: «Restare costa poco, mollare costa tutto»

La vergogna di Hong Kong
Leone Grotti
La scandalosa serie di soprusi inflitti all’ex colonia britannica dal regime cinese sotto gli occhi del mondo. La città ormai è un lager dove è reato perfino invitare a votare scheda bianca per protesta. Parlano due tra i pochi leader del dissenso non ancora incarcerati

Tecnologie e buoi dei paesi tuoi
Rodolfo Casadei
Quantum, 5G, data cloud, microchip. Quanto c’è di credibile nell’intento dichiarato dall’Europa di riprendersi la «sovranità» sulle infrastrutture del futuro? Molto poco. Ma forse può bastare per strappare un accordo sulle tasse a Google, Amazon & co.

Le nuove lettere di Berlicche

Al fervore dei “migliori” non basta nemmeno la morte del cattivo
Berlicche

Il Molokano

A Baku c’è perfino un “parco dei trofei” dove si coltiva l’odio verso gli armeni
Renato Farina

L’intervista

Il maestro ci parla ancora. Intervista a Pupi Avati
Caterina Giojelli
L’amore “per sempre” dei coniugi Sgarbi, le scorribande del Signor Diavolo, un Dante scandalosamente umano e trafitto dal dolore. Il genio anarcoide del cinema torna a fare effrazione in un mondo che si è sbarazzato del sacro e non ha fede nell’imprevedibile

Ogni giorno è un Family day

Il bivio della storia indicato da due eventi di quel maggio 1981
Marco Invernizzi

L’ascia nel cuore

Le tristose notizie di un triste giornale che fa tristezza
Antonio Simone

Cartolina dal Paradiso

Resurrezione, una cosa troppo bella per essere immaginata
Pippo Corigliano

Cultura

Sotto il Cielo di Dante brilla un perdono sconosciuto ai pagani
Carlo Simone
Perché nel Paradiso trova posto Rifeo, lo «iustissimus» pianto da Virgilio? Una lezione morale contro i moralismi di ogni tempo

Libri

Come sciacalli intorno a Lupi
Ermes Antonucci
«Corrotto, mandarino, dimettiti da padre prima che da ministro». Breve ripasso del linciaggio mediatico subìto dall’ex titolare delle Infrastrutture. Nemmeno indagato nella solita maxi inchiesta poi finita in nulla, ma infamato come colpevole «a prescindere»

Irriducibile Livatino. Un giudice come Dio comanda
Valerio Pece
L’insegnamento di un (beato) uomo di legge che la fede aveva reso integro nel giudizio, micidiale verso i mafiosi, modello per i colleghi

Il premio Alda Merini a Franco Casadei per la sua poesia «popolare»
È stato assegnato a Franco Casadei il premio Alda Merini 2021. Otorinolaringoiatra di Cesana, ma soprattutto tempista, poeta autore di versi «per il popolo»

Il nocciolo della questione

La società dei segni senza senso
Gabriele Civello
Il politicamente corretto che tende a incasellare tutto all’interno di categorie stereotipate è figlio di una concezione “sofista” del mondo, dove non c’è realtà, ma solo significanti slegati dal loro significato. Un’anticamera dell’incuria che porta a nuove forme di disprezzo

Cinema

Già visto tutto? È l’ora di farsi una scorpacciata di film di serie B
Simone Fortunato
Girati con quattro soldi e attori scarsi, puntano tutto su titoli buffi e (qualche) buona idea. Le recensioni del numero di Tempi di maggio

Lettere al direttore

La Raggi fa le piste ciclabili, noi diamole una bici per pedalare via in fretta

Bar grandi speranze

Il gran profluvio di virgolette per parlare di “ex” “terroristi” “rossi”
Marco Cobianchi

Sport über alles

Solo la pedanteria buonista poteva farmi diventare simpatico Andrea Agnelli
Fred Perri

Terra di nessuno

La benedizione del lavoro
Marina Corradi