La vittoria di Mariam Ibraheem. Che cosa c’è nel numero di Tempi di giugno

Di Redazione
01 Giugno 2026
La storia della cristiana sudanese perseguitata, il ministro Pichetto Fratin sulla rotta per uscire dalla crisi energetica, un viaggio a Casa Jannacci, Seveso 50 anni dopo il disastro diossina. Guida ai contenuti del nuovo mensile
La copertina del numero di giugno 2026 di Tempi, dedicata alla storia di fede cristiana e di persecuzione di Mariam Ibraheem

Nel numero del mensile Tempi di giugno 2026, già disponibile nello sfogliatore digitale e presto in versione cartacea nelle case dei sottoscrittori che hanno scelto la formula full – nonché in regalo agli amici che vorranno venire a celebrare con noi il Premio Luigi Amicone a Caorle dal 12 al 14 giugno –, la storia di copertina è “La vittoria di Mariam Ibraheem”, la donna che nel 2014 fu al centro di un caso internazionale perché incarcerata, frustata e condannata a morte in Sudan solo a causa del suo essere cristiana. «Mi hanno salvato la fede e la figlia che portavo in grembo», racconta a Leone Grotti. «Ho perdonato i miei persecutori».

Sicurezza energetica (anche nucleare) e Casa Jannacci

Sempre nel numero di giugno il direttore di Tempi intervista Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, che spiega perché il governo ha deciso di «aprire al nucleare sicuro», cominciando con l’offrire al nostro paese il quadro giuridico adeguato per poter riprendere una strada interrotta dai referendum del passato.

Caterina Giojelli invece è entrata a Casa Jannacci a Milano, il centro di accoglienza di natura pubblica più grande d’Europa, scoprendo un poco conosciuto modello di sussidiarietà e di risposta rapida (e adeguata) alle mille emergenze continuamente poste da una umanità sempre più sofferente.

Va al cuore del problema posto dalla prima enciclica di Leone XIV, poi, la conversazione di Mattia Ferraresi con Luke Burgis, lo scrittore e imprenditore cattolico che si è rifiutato di entrare nel team di intellettuali cristiani incaricati di fornire un’“anima” etica all’intelligenza artificiale di Anthropic. «Stanno svuotando l’idea di persona umana e lo fanno usando le parole del cristianesimo», avverte. Si occupa del Papa anche Giancarlo Cesana, che dedica la sua rubrica al significato per i fedeli dell’insistente richiamo del capo della Chiesa alla «pace, addirittura “disarmata e disarmante”».

La guerra per l’industria europea. La rinascita di Seveso

Rodolfo Casadei nel nuovo numero del mensile Tempi propone un’analisi sulla guerra commerciale che l’Unione Europea sta combattendo, o meglio perdendo, contro la Cina. In palio c’è la sopravvivenza della nostra industria.

A proposito di sopravvivenza, in occasione del 50esimo anniversario del “disastro della diossina” (10 luglio 1976) Pietro Piccinini è andato a Seveso a incontrare i protagonisti dell’incredibile movimento di popolo – soprattutto cattolico e ciellino – che all’epoca fece da scintilla per la rinascita di una città che tutti davano per morta. E per una coraggiosa resistenza alla cinica strumentalizzazione pro aborto montata dai giornali. Di questo parla anche Emanuele Boffi nell’editoriale.

Cdo fa 40. Una dolce impresa. La riscossa della fede

Altro anniversario “tondo” e importante, il 40esimo, è quello della Compagnia delle opere: su Tempi di giugno Matteo Rigamonti ha chiesto al vicepresidente Alessandro Bracci di spiegare la domanda – perché facciamo impresa? – da cui nel 1986 è partito tutto e che ora l’associazione rilancia con un manifesto.

Un’impresa piena di senso è per esempio La Fabbrica di Charlie di Cerignola, in Puglia, che produce dolci prelibati offrendo opportunità a minori, famiglie e persone fragili. Tutto grazie all’8xmille. Ne scrive Annalisa Teggi.

C’è spazio ovviamente anche per la cultura, nel nuovo numero del mensile. Valerio Pece recensisce il libro di Matteo Matzuzzi che indaga sui chiari segnali di riscossa del cristianesimo in un mondo dove la fede è perseguitata e, almeno apparentemente, dimenticata. E Michel-Yves Bolloré, autore con Olivier Bonnassies del best seller internazionale Dio. La scienza, le prove, ripercorre in un lungo articolo gentilmente concesso da First Things le quattro grandi scoperte con cui nell’ultimo secolo la scienza ha finito per minare quell’approccio materialistico che sembrava destinato a seppellire per sempre l’ipotesi di un Creatore.

Le nostre firme e come leggere Tempi

Nel numero di Tempi di giugno 2026 c’è tutto questo e ci sono anche i contributi delle nostre firme: oltre alla nuova rubrica di Lodovico Festa sulle date del mese da tenere d’occhio, c’è Lorenzo Malagola che parla di convergenze e divergenze fra Mario Draghi e Giorgia Meloni intorno all’idea di Unione Europea; Marco Invernizzi riflette su alcuni spunti offerti dal libro di Giovanni Orsina Controrivoluzione; Simone Fortunato ci offre una rassegna dei migliori film sulla scuola; Marina Corradi osserva una strana piccola processione di soprammobili; Pier Paolo Bellini riscopre il senso (perduto) della parola “gioco”; il diavolo Berlicche maramaldeggia sul caso Garlasco.

Il numero di Tempi di giugno può essere già sfogliato in formato digitale nell’area riservata del sito (accessibile solo agli abbonati con le formule full e digitale), in attesa che la rivista cartacea arrivi a destinazione. Chi non è ancora abbonato può rimediare cliccando qui.

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