Terra Santa e dannata. Che cosa c’è nel numero di Tempi di marzo
È dedicata al reportage di Leone Grotti dalla Cisgiordania la copertina del numero di Tempi di marzo 2026, già disponibile per tutti gli abbonati nello sfogliatore digitale e presto in versione cartacea nelle case dei sottoscrittori che hanno scelto la formula full.
Nel suo viaggio in quella “Terra Santa e dannata” – reso possibile anche grazie al sostegno offerto dai lettori attraverso le donazioni al Fondo PIÙ TEMPI (qui le informazioni utili) – Tempi ha potuto le vedere come le violenze dei coloni e le restrizioni israeliane rendano la vita impossibile a palestinesi e comunità cristiane. E se la minoranza cristiana resiste con la coscienza di chi è chiamato «portare la croce sulle spalle come Gesù», la situazione generale è ormai «una pentola a pressione» sul punto di esplodere.
Referendum, perché sì
Ampio spazio, nel nuovo numero del mensile Tempi, è dedicato naturalmente ai temi del referendum sulla riforma della magistratura. Emanuele Boffi ha intervistato l’ex presidente della Corte costituzionale Augusto Barbera che ha spiegato perché, da uomo di sinistra, è a favore della separazione delle carriere. Lorenzo Malagola scrive che una vittoria del sì nelle urne aprirebbe la Terza Repubblica, mentre se prevalesse il no il sistema resterebbe irriformabile per chissà quanti anni ancora. Giancarlo Cesana ricorda le «ragioni politiche» per votare a favore della legge Nordio.
Milano secondo Bassetti, auto elettriche in panne, la luce dei Neri
Prosegue poi con un interlocutore particolarmente autorevole la nostra serie di conversazioni sulla crisi di Milano e le sue risorse per ripartire: Lorenzo Margiotta ha interpellato per Tempi di marzo Piero Bassetti, già assessore al bilancio del Comune e primo presidente della Lombardia, che insiste su una domanda provocatoria per la metropoli e i suoi amministratori, «qual è il confine di questa città?».
Alan Patarga torna sulla deriva della crociata green per l’auto elettrica, che si sta rivelando una scommessa perdente per tutti, anche per gli stessi produttori cinesi che finora ne sono stati gli unici beneficiari. Per la serie “L’Italia del buon lavoro”, invece, Pietro Piccinini è andato a trovare a Longiano, Cesena, Antonio e Isacco Neri, padre e figlio, che una decina di anni fa hanno deciso con enormi sacrifici (ripagati) di ricomprarsi il marchio di famiglia, eccellenza mondiale dell’illuminazione urbana, per salvarlo da un destino buio.
Armida Fernandez, lo scandalo Epstein, Olivier Rey sull’intelligenza artificiale
Sempre Grotti poi ha intervistato per il numero di Tempi di marzo Armida Fernandez, donna straordinaria, premiata di recente niente meno che da Narendra Modi e da Leone XIV per la sua formidabile opera a favore delle poverissime donne delle baraccopoli di Mumbai. Una storia da film. Imperdibile.
Ancora. Nel nuovo mensile Mattia Ferraresi osserva come lo scandalo Epstein sia ormai un tale bombardamento di informazioni indiscriminate da poter essere usato per dimostrare qualunque “verità”, una manna per complottisti e dietrologi. Ricca di spunti di riflessione, poi, l’intervista di Rodolfo Casadei a Olivier Rey sull’Ai. Il vero pericolo – dice il filosofo francese dichiarando di condividere le preoccupazioni di papa Leone XIV in materia – non è che le macchine intelligenti un giorno o l’altro si rivoltino contro il loro creatore, ma piuttosto che quest’ultimo regredisca fino allo stato di ameba.
Famiglia sotto attacco, la Chiesa di Benedetto XVI, un Maradona in carcere
“Il nocciolo della questione” del numero di Tempi di marzo è di nuovo affidato a Roberto Volpi per la seconda puntata della sua rilettura, statistiche alla mano, dei dati di realtà sulla famiglia. Questa volta in particolare smonta il luogo comune che vuole la famiglia come incubatrice principale della violenza contro le donne. Molte inoltre le recensioni di libri, da quella di Valerio Pece sul libro di Benedetto XIV dedicato al futuro della Chiesa a quella di Piero Vietti sull’autobiografia di Fabrizio Maiello, “il Maradona delle carceri” (ricordate?).
Senza dimenticare le firme delle nostre rubriche: Renato Farina commenta la scandalosa condanna in Azerbaigian di Ruben Vardanyan, ex capo del governo dell’Arstakh; Simone Fortunato dà un’idea di cosa ci stiamo perdendo da quando in Europa non arrivano più i film dei registi russi; Marina Corradi osserva la foto-promemoria di uno spicchio di mare in Gallura, Berlicche ironizza sull’assurdità di chiamare “dissidenti” i facinorosi di Askatasuna.
Come abbonarsi a Tempi e sfogliarlo online
Tutto questo e altro ancora nel numero di Tempi di marzo 2026. In attesa che la rivista arrivi nelle loro case, gli abbonati possono già sfogliarla in formato digitale nell’area riservata del sito. Chi non lo ha ancora fatto, invece, farebbe bene ad abbonarsi subito. Anche perché da gennaio si è aggiunta all’offerta riservata ai nostri abbonati “La borsa e la vita”, la nuova newsletter settimanale di Alan Patarga dedicata all’economia.
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