«Gotti Tedeschi parlava con politici cattolici di vita, Rai e Ici. Per i giornali è scandalo, per me è Carità»

Massimo Polledri (Lega) interviene sulla pubblicazione dell'”archivio segreto” dell’ex presidente dello Ior: è giusto che la Chiesa si interessi delle leggi che riguardano l’uomo

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Da un paio di giorni i principali quotidiani hanno iniziato a pubblicare a rate il cosiddetto “archivio segreto” dell’ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi. In pratica, ha scritto Carlo Bonini su Repubblica, si tratta «centinaia di note riservate» e soprattutto di «migliaia di mail» (dunque comunicazioni private) scambiate tra Gotti Tedeschi e «cardinali, ministri della Repubblica, banchieri, parlamentari, lo stesso Pontefice». Come scrive sempre Bonini «il segreto che ha protetto quell’archivio ora non è più tale» perché è stato «sequestrato nel 2012 dalla Procura di Napoli e trasmesso alla Procura di Roma (dove Gotti è stato a lungo indagato per violazione delle norme antiriciclaggio)».
Peccato però che l’inchiesta in questione stia andando verso l’archiviazione (chiesta nel luglio scorso per Gotti Tedeschi, specifica lo stesso Bonini). E peccato soprattutto che la quasi totalità delle email (private) scodellate senza alcuna remora in questi giorni dalla stampa riguardino fatti e conversazioni che non c’entrano proprio nulla con il presunto reato per cui Gotti Tedeschi è stato indagato. Ieri, per esempio, come ha sottolineato Luigi Amicone in un editoriale su tempi.it, Corriere della Sera, Repubblica e Stampa hanno pubblicato servizi praticamente identici “selezionando” dallo sterminato “archivio segreto” guarda caso le stesse poche email: quelle in cui l’ex banchiere del Vaticano parlava – sempre privatamente, è bene ricordarlo – con politici del centrodestra di questioni come l’Ici alla Chiesa, la legge sul testamento biologico o le nomine della Rai.

Di seguito pubblichiamo un commento ai fatti dell’ex parlamentare leghista Massimo Polledri.

Ci sono tutti gli elementi in sottofondo e l’impostazione del “dico e non dico” tipici di un romanzo di Dan Brown negli articoli della Sarzanini pubblicati con foto sul Corriere sulle mail di Ettore Gotti Tedeschi. Manca solo l’Opus Dei e poi gli elementi per solleticare pruriti anticlericali e complottisti ci sono tutti.

Leggi su cui si interviene, nomine in Rai, conoscenza di un Sottosegretario colpevole di firmarsi anche «in Domino» (sarà forse una frase in codice degli Illuminati?!).

Bene, nell’articolo di ieri questi sono i “motivi dello scandalo”. Tralasciamo quello di oggi in cui si dà conto di alcune conversazioni del detto banchiere, responsabile del Santander, nomina peraltro compatibile coll’incarico Vaticano, e che, caso strano e sospetto, lo porta ad avere relazioni con gruppi industriali. Trascuriamo inoltre il fatto che per nessun altro banchiere, anche coinvolto a qualunque titolo in inchieste della magistratura, abbiamo potuto registrare una così fervente ricerca di notizie e di scoop (e di birichini passati e presenti ne abbiamo memoria).

Ma ritornando ai tre temi di ieri vorrei dare una chiave di lettura motivata dalla conoscenza modesta del luogo e degli autori del “delitto”, compreso il movente, essendo, in qualche modo, persona informata sui fatti.

Intanto come deputato piacentino, onorato della conoscenza e della amicizia di Ettore Gotti Tedeschi e di Alfredo Mantovano, con il “pallino” delle questioni etiche e promotore di qualche leggina sul tema, ho conoscenza del contesto.

Ebbene l’elemento comune dei tre temi ha un nome solo che ci consente di trovare la verità e di fare giustizia e si chiama Carità.

Tutto si spiega all’interno di questo concetto e di questo motivo di vita: il Vaticano, le Leggi, la Rai, i Partiti. Si chiama Politica anche ed è, come disse Paolo VI, la più alta forma di Carità.

E le leggiamo tutte assieme queste mail per capirne il contesto e lo spirito: la giustizia è ordine, Thelòs, ed esse vanno tutte verso un fine.

Al contrario la lettura dei giornali divide tutto, mette disordine, sospetto, devia: insomma è “Diabolica”.

La legge sul testamento biologico di cui si parla si discuteva in parlamento. Eluana era stata uccisa e i giudici avevano cancellato di fatto il reato di suicidio assistito inventandosi nuove fattispecie di “diritti”, quello alla morte, aprendo a nuove scale di umanità tristemente note in passato: la vita “indegna di essere vissuta”. I cattolici e il centrodestra si confrontavano con chi trovavano della principale Agenzia Morale che si occupa del tema. Monsignor Fisichella fu preziosissimo, ci seguì e ci aiutò con aurorità e autorevolezza. Noi politici chiedevamo consiglio e cercavamo “la quadra”.

Sbagliato? Non credo, a meno che si consideri la Conferenza Episcopale Italiana meno degna o portatrice di illeciti interessi rispetto magari a quelli della Cgil ascoltati istituzionalmente su quasi tutto.

Ma non tutti i “preti” la pensavano nello stesso modo sui vari passaggi. Da qui il confronto tra Mantovano, di cui ricordo i dubbi e con cui abbiamo fatto innumerevoli riunioni e discussioni, ed Ettore Gotti Tedeschi.

Può il Vaticano e la Chiesa disinteressarsi delle leggi sull’Uomo? Forse avremmo bisogno da quella Parte che ci fosse un confronto più puntuale e che svolgesse una azione caritatevole diretta ed attenta. Possiamo dire di avere, come Chiesa, lo stesso potere di influenzare il parlamento sulla famiglia e sulla vita di quanto non facciano le lobby radicali ed omosessualiste? Purtroppo perdiamo dieci a zero: le nostre associazioni arrivano tardi e male. A parte il referendum sulla legge 40 e il Family Day, poca cosa.

Tardi nelle finanziarie, tardi e male sulle leggi inerenti la libertà religiosa. Insomma se la Politica è Carità, laici e preti cattolici sono minoranza sì, ma, quel che è peggio, rassegnata.

​Il secondo “scandalo” riguarda la nomina del Direttore Generale della Rai. “Giù le mani dalla Rai, la politica ne resti fuori”. Come se la televisione fosse un dettaglio di poco conto e scontato! Come se non ci fosse differenza tra la Rai di Bernabei, che mise in scena La Bibbia e Ulisse, e quella dei vari direttori che mi hanno propinato il progressista film dei due cow boy alla moda (omosessuale ovviamente) o le varie bestemmie in diretta o il bacio di mezzo minuto dei due maschioni alla trasmissione di Santoro.

Personalmente ho scritto a questi direttori (volutamente con la d minuscola), chiesto l’audizione in commissione Infanzia, parlato di senso del pudore in aula: macché. Nessuna risposta, neanche di cortesia istituzionale. Unica risposta lo sberleffo della Litizzetto che ha baciato Fazio in diretta.

E noi cattolici non dovremmo ricordarci che è possibile un’altra Rai che possa educare a valori diversi e a cui si possa affidare il tempo dei nostri figli con meno preoccupazione? È improprio dare in qualche modo un indirizzo valoriale e quindi politico sulla educazione? E auspicare ad un Direttore con la D maiuscola?

C’è poi l’Ici, nella scaletta dei peccati capitali. Della frottola che la Chiesa non paghi l’Ici si è già detto molto e non tedio. Ci sono stati momenti in cui si voleva far pagare la Caritas e il Collegio dei salesiani e non la sede del Pd o della Cgil. Mi sembra il minimo che qualcuno nel Vaticano e nella politica ci metta la testa. Provate voi a togliere i soldi a Radio Radicale e poi vedete cosa succede…

​Disinformazione, divisione, sospetto sugli uomini della Chiesa, corvi e articoli… Noi cristiani siamo abituati. Qualcuno ci aveva avvisato… Ma ci aveva anche detto che «quando due o tre si trovano nel mio nome…». Spero in un tempo in cui politici, magistrati, guide del gregge si trovino, come sant’Ambrogio indicato come esempio da Papa Benedetto.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •