E poi vi chiedete da dove viene questo entusiasmo per il governo Conte?

Dalla Fiom di Landini ai quotidiani della borghesia (e della Fiat), si registra un bel clima frizzantino favorevole a Pd, M5s, Ue. Gatta ci cova

John Elkann

L’epopea della fase 2 / 1

Fuori dal torpore, finita il 18 maggio la fetecchiosa quarantena, inizia l’epopea della fase 2. Cosa c’è nell’aria che rende tutti innamorati di un governo nato per caso e di un presidente del Consiglio simbolo di un casino? Tutti parlano di un tracollo della opposizione. Eppure, anche a considerare gli ultimi sondaggi della non sospetta di non simpatizzare a sinistra Swg, la Lega resta il primo partito con almeno sette punti avanti al Pd. E l’opposizione unita resta avanti alla sinistra unita più Grillo di oltre cinque punti. Eppure è vero, bisogna riconoscerlo, un certo clima frizzantino sta facendo di Conte un vero presunto statista. E soprattutto del Pd, un vero presunto partito Stato. Vaticano compreso.

Come mai? Come mai non vedi in giro scaldarsi per il tracollo della libertà di educazione neanche i capi di associazioni e movimenti cattolici non sindacalmente legati alla scuola paritaria? E a parte il caso del don Villa in versione finlandese (Finlandia numero uno Oce dei sistemi di istruzione grazie al mix 4 per cento di scuole dello Stato e 96 per cento di scuole non statali), avete per caso visto in giro – proprio adesso che piacciono tantissimo allo scrittore Sandro Veronesi – leader e media cattolici innalzare non diciamo barricate ma anche solo una catenina di whatsapp, l’invito a un rosario collettivo, una prece segreta o magari in differita, allo scopo di illuminare le menti dei nostri illustrissimi governanti?

Insomma, dopo che gli Agnelli si sono comprati tutti i giornali (o quasi tutti). Dopo che la Merkel ha dato i numeri vendendosi per oro colato la notizia che l’Europa regalerà all’Italia 100 miliardi. Dopo che Landini era la Fiom-Cgil ed è diventato l’acronimo di Lamberto Dini. Di colpo l’Italia è entrata nella fase 2 di un futuro radioso pieno di “lavoro per nessuno, reddito per tutti”.

Salvini boccheggia attaccato ai migranti. La Meloni ha il fiatone appeso alla casbah della Tiburtina. E anche Berlusconi, nel suo piccolo, è tentato dalla presidenza di Bermuda. Sono giorni di notizie da patrioti che hanno tra le mani la potenza di fuoco di un due di picche quando la briscola è cuori. Per dirla con quel simpatico birbaccione di Mattia Feltri, neo direttore dell’Huffington Post, altro prodotto di casa Agnelli, «il bazooka disarma i sovranisti». 

Volete sapere se il governo durerà? Ovvio che durerà. Attualmente ha praticamente tutto il coronavirus di giornali dalla sua. Non parliamo di sindacati e di insigni uomini di Chiesa. In cima a tutti la Cgil del Landini di cui abbiamo detto sopra. Un puro e duro nel senso della funzione che ebbe Dini quando, ribaltato il Berlusconi I, andò al governo con Bertinotti. Adesso la Fiom-Cgil è l’ambasciata degli Agnelli a Roma. Quanto agli insigni uomini di Chiesa, spicca il cardinale di Bologna. Che già in tempi non sospetti, alle regionali di gennaio, indicò apertamente ai fedeli la via del collateralismo al Pd piuttosto che il voto al diavolo sovranista.

Ma per tornare agli insufflatori del clima frizzantino, a pensarci bene, nel mondo degli autorevoli e della gente che piace, tra i filogovernativi ci sono solo Corriere della Sera, La7 e poco altro che non sia proprietà dell’impresa automobilistica che ha sede legale a Amsterdam, domicilio fiscale a Londra e fabbriche da finanziare con le tasse degli italiani in Italia. Detto altrimenti, oltre a fare auto, tra le altre cose gli Agnelli possiedono The Economist nel domicilio fiscale di Fca (Londra). E a Amsterdam, sede legale di Fca, ha sede principale la holding Exor, finanziaria degli Agnelli, i quali oltre alla Stampa di Torino e al Secolo di Genova hanno recentemente acquisito l’intero patrimonio di testate giornalistiche, nazionali e locali, del gruppo Repubblica-Espresso (Gedi).

Pensate un po’ che al controllo degli Agnelli di Torino sfugge la tv e il giornale del torinista Urbano Cairo. Cioè quel Corriere dei Sandro Veronesi e del vicedirettore Antonio Polito, tanto per dire due entusiasti della “vitalità” del mondo cattolico attuale, che ha messo l’aureola a Beppe Sala perché laicamente è salito laico laico sulla cima del Duomo di Milano. E con laicità ha intonato alla Madonnina una preghierina di notevole dignità laica. Dunque, eccetto il Corriere della Sera che è fissato col beato sindaco Pd di Milano, tutto il resto (compresa un pochino Mediaset di cui, neanche a dirlo, i giornali di Agnelli narrano i grandi sforzi di Gianni Letta per portare Berlusconi sotto il glande omblello cinese del Pd e della sua luota di scolta a 5 stelle) tutto o quasi tutto il mondo dei media (eccetto la riprovevole triade dei giornalacci di destra) fa capo al governo Conte come il Cln faceva capo all’Anpi, nel senso dei dollari del segretario di Stato americano George Marshall autore del famoso piano economico postbellico di rinascita del nostro Belpaese.

Ora, per quanto riguarda l’Italia sappiamo ad oggi con certezza che Angela Merkel e Emmanuel Macron ci hanno fatto una promessa assolutamente conturbante e assolutamente data per sicura – per adesso – dalla quasi totalità dei media italiani. Ci hanno promesso 100 miliardi e non solo. Hanno promesso di dare all’Italia 100 miliardi a fondo perduto. Ok, ci sono quattro paesi pirla che nicchiano. Ma è fatta. Incredibile. Non più di una settimana fa ce ne avrebbero offerti 39 del Mes. E da restituire con interessi salati. Adesso, quattro pirla a parte, sembra che Francia e Germania stiano facendo a gara per chi si dimostra più generoso con l’Italia.

Gatta ci cova. E pure a me – che non sono l’uccellino Titti – adesso che ci penso mi è sembrato di vedere un gatto. Dalla Gazzetta dello Sport agli house organ della triplice sindacale, e naturalmente passando per tutte o quasi tutte le testate nazionali ormai nell’area di possedimento della Fca-Fiat degli Agnelli, si sostiene la notevole operazione imprenditoriale che bisogna sapere le lingue e aver studiato in Bocconi del prestito di 6,3 miliardi chiesti da Agnelli-Fca allo Stato. E con garanzia dello Stato. Perbacco. E poi vi chiedete da dove viene questa ondata di entusiasmo per il governo Conte? La certezza che l’Europa sta per regalarci 100 miliardi? Questo clima frizzantino e fiducioso nel bazooka che ci renderà tutti ricchi, felici e juventini?

Foto Ansa