Scuola. Concorso docenti 2016, parlano i “beffati” del Tfa

Prime prove il 28 aprile nonostante la confusione. Costretti a partecipare anche i 10 mila abilitati Tfa, oltre a tutti gli “ammessi” dai Tar: pasticci in vista

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Sono stati costretti ad abilitarsi, superando prove di selezioni molto severe, frequentando corsi obbligatori, illusi che avrebbero ottenuto un posto di lavoro stabile, ma niente è andato secondo gli auspici. Sono gli aspiranti insegnanti che hanno completato il Tfa (tirocinio formativo attivo) nel 2010, e tra pochi giorni dovranno affrontare il concorso docenti istituito dal Miur. A raccontare a tempi.it la frustrazione per come sono andate le cose in questi ultimi anni è la professoressa Elisa Bonadimani, del Coordinamento Nazionale Tfa.

LA PROVA 2012. «La selezione che abbiamo dovuto affrontare nel 2012 è stata durissima», spiega la prof. «Si erano iscritti 120 mila candidati per 11 mila posti, era fin da subito prevedibile che le prove da superare sarebbero state molto complesse. La prima prova consisteva in un test a crocette, su argomenti di cultura generale. Superata quella, con un minimo di 43 risposte giuste su 60 quesiti, c’era da affrontare una prova scritta e una orale sulla propria materia di competenza. Infine, un anno di lezioni e tirocinio, anche per chi stava già lavorando, con tutte le difficoltà di organizzazione del caso».

PRIMI RICORSI. Al termine di questo percorso tormentato, ricorda la docente, i reduci avrebbero dovuto finalmente vedere il grande traguardo: la possibilità di avere un accesso privilegiato alle graduatorie. Peccato che quella speranza sia stata prontamente smentita dal concorso per la scuola del 2012: «Noi non abbiamo mai contestato il fatto di dover completare un percorso di abilitazione professionale, ma una volta portato a termine, avrebbe dovuto essere modificato il criterio per l’accesso alle graduatorie». Per di più, sottolinea la Bonadimani, «grazie ai ricorsi, ha potuto avere accesso al concorso anche chi non aveva sostenuto il Tfa».

NUOVE PROVE NEL CAOS. Dopo la fatica, la beffa, spiega la professoressa. Le prime prove del concorso 2016 si terranno giovedì 28 aprile, a seconda della materia di appartenenza. Le prove anche questa volta si preannunciano dure, ma sono soprattutto le modalità di svolgimento a generare confusione: «Inizialmente il bando del concorso doveva essere pubblicato il 1° dicembre, poi è slittato al 23 dicembre, e con esso anche le date delle prove. Un altro problema riguarda le sedi in cui si svolgeranno gli esami: sono state decise all’ultimo momento, in alcune regioni non si è riusciti a trovare spazi adeguati al numero dei candidati che si presenteranno, e per sostenere le prove qualcuno dovrà percorrere fino a 200 chilometri di strada. Infine, non meno importante, non c’è ancora un elenco di commissari, ci sono solo nomi provvisori, ma molti si stanno tirando indietro all’ultimo, spaventati dalla lunghezza delle procedure di correzione delle prove».

IN ENGLISH, PLEASE. Nel dettaglio, come prima prova i candidati dovranno rispondere a otto domande, in due ore e mezza, e due di queste saranno in inglese, livello B2: «Con una punta di sfida, mi chiedo se i commissari che ci esamineranno abbiano una padronanza della lingua inglese altrettanto buona rispetto a quella che viene richiesta agli aspiranti assunti», si chiede la prof. Bonadimani. Cambiati fino all’ultimo momento anche i criteri di disposizione dei candidati nelle aule: dapprima dovevano essere disposti secondo l’anno di nascita, poi in ordine alfabetico. Una questione apparentemente di poco conto che però è indice dello stato di confusione in cui parte il concorso.

ANCORA IL TAR. L’oggetto principale della contestazione comunque non è il concorso del 2016 di per sé. Gli abilitati secondo il Tfa sono preoccupati soprattutto dalle possibili conseguenze della catena di ricorsi presentati al Tar dagli esclusi, a partire dalle bocciature: «Sono molti i tribunali amministrativi regionali che hanno dato ragione ai non ammessi al Tfa, che così hanno potuto partecipare al concorso del 2012, che invece sarebbe dovuto essere preferenziale per noi che avevamo concluso la trafila richiesta dal Miur. Chiediamo che ci sia un doppio canale di assunzione come avveniva per gli abilitati prima che ci fosse il Tfa, cioè concorso e scorrimento graduatoria. Questo concorso che sta per cominciare si preannuncia altrettanto duro, non è giusto per noi che abbiamo già subìto questo trattamento, e che verremo così ingiustamente giudicati due volte».

Foto Ansa