Il sonnellino di un cagnolino viziato conta più dei bambini. Parco giochi vietato

Delirio animalista. Accesso alla struttura ludica negato ai bambini perché i loro schiamazzi disturbano l’animale da compagnia di una signora

Mi piace tornare a temi propriamente ambientali per commentare due episodi recenti, uno positivo e uno negativo, ambedue (ma è un caso) verificatisi negli ultimi giorni nel nord est.

Primo episodio: in un parco pubblico dotato di una struttura ludica per bambini, avviene che questi ultimi, rumoreggiando secondo la loro natura, infastidiscano un piccolo cane da compagnia. Proteste vibrate della padrona che chiede, e ottiene, la chiusura della ludoteca per evitare disturbi ai cani. Mentre le rimostranze e le proteste appaiono, secondo logica, frutto di una forma particolarmente acuta di isteria, quello sul quale ragionare è il comportamento delle autorità competenti, che hanno disposto la chiusura della struttura destinata ai bambini. In sostanza, la tutela di qualche animale viziato è stata considerata prevalente rispetto agli interessi dei bambini utenti della struttura e delle loro famiglie. Questo comportamento – ignorante e caratterizzato da un inusitato grado di imbecillità – si inscrive in quel contesto che per brevità definirò dei sostenitori dei “diritti degli animali” del quale greggi crescenti di umani, che costituiscono il vero popolo bue, stanno dando prova con varie attività che sono arrivate anche in Parlamento. Chi aderisce a questo partito dimostra notevole ignoranza e maggiore imbecillità: non mi interessa parlarne ancora.

La buona notizia è che una recente pronunzia della Corte di giustizia europea, accogliendo il coraggioso ricorso di un agricoltore friulano, ha ammesso l’utilizzo di talune sementi geneticamente modificate; il giudice italiano ha dovuto restituire al ricorrente terreni e sementi, a suo tempo sequestrate non per giustizia, ma seguendo la cervellotica, ignorante e faziosa interpretazione che i funzionari del ministero dell’Agricoltura, data su ordine di talune organizzazioni del settore che costituiscono un potente centro di potere politico e di torbidi interessi economici. È infatti evidente che c’è qualcuno che, per qualche motivo inconfessabile, organizza campagne di stampa, incendi di colture e incidenti di piazza; e se i fissati del chilometro zero forniscono un po’ di combustibile, gli organizzatori sono ben altri. Ma il discorso sugli Ogm, per essere chiaro, completo ed esaustivo, dovrebbe essere molto lungo: non è tempo né luogo, ma sicuramente troveremo tempo e luogo per farlo.

Bilancio in pareggio? No, vittoria ai punti. A nuove considerazioni.

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