L’Italia è come la Grecia (sulla libertà di educazione)

Pubblichiamo un comunicato stampa della Cdo Opere Educative: “Autonomia e Parità per rilanciare la scuola italiana, al passo con le migliori esperienze europee”

Pubblichiamo un comunicato stampa della Cdo Opere Educative

Autonomia e Parità per rilanciare la scuola italiana, al passo con le migliori esperienze europee

Il rapporto annuale dell’Ocse ‘Education at a Glance’ (EAG) presentato in questi giorni, che pone a confronto i sistemi educativi dei 34 Paesi membri attraverso una serie di indicatori di tipo economico e sociale, colloca ancora una volta la scuola italiana agli ultimi posti.

E’ vero: nel nostro Paese esiste un problema di qualità della scuola, che dipende sì dal fatto che la spesa pubblica nell’istruzione ammonta al 4,9% del Pil, contro una media del 6,2 % (31° posto su 37 Paesi), ma anche e soprattutto dal permanere di una concezione centralistica e di logiche obsolete che hanno impedito, sino ad oggi, quella “ripartenza” di cui il nostro sistema nazionale di istruzione ha massima urgenza.

In quest’ottica, va accolto positivamente quanto avvenuto nel corso di questa estate, durante la quale è stato finalmente avviato il nuovo percorso di formazione iniziale degli insegnanti (TFA).

Si tratta infatti di un passo importante, nonostante i tanti errori, che può favorire un ricambio generazionale nella scuola italiana, permettendo l’ingresso di insegnanti giovani, motivati e preparati, e che sancisce finalmente la separazione tra abilitazione e reclutamento dei docenti.

Occorre però muoversi con altrettanta decisione anche in direzione di una effettiva autonomia delle istituzioni scolastiche e di quella parità che, sola, può stimolare una competizione virtuosa all’interno del sistema e una sua maggiore efficacia a tutti i livelli.

Non possiamo dimenticare, infatti, che il nostro Paese continua ad essere l’unico in Europa, insieme alla Grecia, a mancare di una vera libertà di educazione a causa di pregiudizi ideologici.

I dati evidenziano che i Paesi dell’Unione Europea che vantano i minori tassi di dispersione scolastica, per esempio, sono proprio quelli postcomunisti nei quali la parità scolastica è stata introdotta in modo pieno: Slovenia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia.

La parità, insomma, è una risorsa fondamentale, e occorre investirci con decisione.

Autonomia e parità: sono questi gli ingredienti per un rilancio vero del nostro sistema di istruzione.

Solo così la scuola italiana potrà tornare ad essere un luogo di educazione alla libertà, perché i giovani possano essere accompagnati a diventare protagonisti della propria vita e del bene comune.