Libia, islamici demoliscono santuari nel centro di Tripoli. Ministro: «Sono più forti dello Stato»

Il ministro degli Interni libico Abdel A’al ammette: «Queste bande sono troppo forti. Io non posso ingaggiare una battaglia già persa».

La sicurezza in Libia semplicemente non esiste. La constatazione non arriva dai detrattori del paese, dai nostalgici di Gheddafi o da Ong ostili, ma dal ministro degli interni libico Fawzi Abdel A’al, che dopo essersi dimesso ha deciso di rientrare nel governo. Perché?

Sabato scorso un gruppo di salafiti, estremisti islamici, si sono recati in pieno giorno nel centro di Tripoli e a Ziltan e con alcuni bulldozer hanno demolito dei santuari sacri per i musulmani sufi. Tutto questo senza che la polizia facesse nulla per impedirlo. Comprensibile l’ira di parte della popolazione, che ha chiesto la testa del ministro degli Interni, il quale si è prontamente dimesso.

Ma ieri ha deciso di tornare in sella, dichiarando, come riporta Reuters: «Non abbiamo fronteggiato le bande armate per un motivo ben preciso. Saremmo stati obbligati ad utilizzare le armi e questi gruppi sono armati. Non possiamo fingere di non saperlo. Queste bande sono molto forti sia per il numero dei componenti che per la potenza di fuoco. Io non posso ingaggiare una battaglia già persa». Ha poi aggiunto: «Se per impedire la morte di una singola persona, il prezzo da pagare è che tutti i santuari della Libia vengano distrutti, siamo pronti».

Una dichiarazione così franca di impotenza da parte dello Stato nei confronti delle bande che hanno partecipato alla uccisione di Gheddafi e poi non hanno abbandonato le armi, continuando a mettere a ferro e fuoco il paese, non se l’aspettava nessuno. Tanto meno i sufi, i quali insistono di aver ricevuto tantissime minacce da quando è caduto Gheddafi da parte dei salafiti, che li considerano idolatri e infedeli, al pari dei cristiani.

La situazione della sicurezza in Libia, nonostante il buon andamento delle elezioni, continua a peggiorare. Pochi mesi fa un gruppo armato è riuscito ad occupare l’aeroporto di Tripoli per molte ore. Non solo, molti membri della sicurezza libica sono accusati di aver partecipato alla distruzione dei monasteri sufi. «Verificherò e punirò gli eventuali colpevoli» ha dichiarato Abdel A’al, ma credergli è davvero difficile.