La Francia ignora il premio Nobel e dice sì alla ricerca sugli embrioni. «Sono solo ammassi di cellule»

La Commissione affari sociali francese dice sì alla ricerca sugli embrioni, che prevede la loro distruzione. Ultimo voto il 28 marzo in Parlamento. Fondazione Lejeune: «Il fine non giustifica i mezzi, l’embrione diventa così indifendibile».

Mentre l’attenzione dell’opinione pubblica francese è tutta catturata dalle dimissioni del ministro delle Finanze Jerome Cahuzac, dalla crisi economica e dall’approvazione della legge sul matrimonio e l’adozione gay, nel paese sta per avvenire una svolta epocale, «uno scandalo etico» tra il silenzio di giornali e televisioni.

RICERCA SUGLI EMBRIONI. Lo scorso 20 marzo la Commissione degli affari sociali ha esaminato e approvato una legge che modifica la pietra miliare che governa la ricerca scientifica in Francia: se prima era proibito fare ricerca sugli embrioni umani, con alcune eccezioni, con le modifiche approvate dal Senato, se verranno confermate dalla Camera, sarà possibile fare ricerca sugli embrioni umani, ma solo a certe condizioni. “Vietare con alune eccezioni” e “autorizzare a certe condizioni” non è la stessa cosa perché, come scrive la Fondazione Jérôme Lejeune, «l’embrione così diventerà indifendibile. La difesa della vita dell’essere umano diventa un’eccezione e non più la regola».

DISTRUZIONE DELL’EMBRIONE. La legge che permette la ricerca sugli embrioni umani è stata approvata al Senato nella notte tra il 4 e il 5 dicembre 2012 durante una seduta cominciata alle 22 e terminata oltre la mezzanotte. Lo scorso 20 marzo è approdata alla Commissione dell’Assemblea nazionale e il 28 marzo riceverà il voto finale dall’Assemblea nazionale. L’articolo 16 della Costituzione francese protegge l’essere umano, ma dal 28 marzo in Francia la difesa della vita sarà un’eccezione, visto che la ricerca sulle cellule staminali embrionali implica la distruzione dell’embrione. In un comunicato la Fondazione Jérôme Lejeune scrive: «L’embrione umano è un essere umano. Questa è una constatazione scientifica, non un’opinione o una convinzione come quelle espresse alla Commissione dove si è detto che l’embrione è un ammasso di cellule. Il fine non giustifica i mezzi e sopprimere un essere umano pretendendo così di salvarne un altro è un metodo curioso».

IGNORARE IL PREMIO NOBEL. L’approvazione di questa legge è tanto più assurda quando si pensa che «i politici fanno l’errore strategico di condurre la Francia sulla strada di una ricerca sorpassata e inutile». Pochi mesi fa, infatti, è stato conferito il premio Nobel 2012 per la medicina al giapponese Shinya Yamanaka, che ha scoperto come riprogrammare le cellule adulte e farle “ringiovanire” fino allo status di bambine. Non è più necessario, dunque, distruggere vite umane per ottenere cellule staminali embrionali su cui sperimentare perché si possono usare quelle adulte “ringiovanite”, rese nuovamente pluripotenti. Perché dunque approvare la ricerca sugli embrioni proprio quando la scienza fornisce nuove tecniche per ottenere gli stessi risultati ma senza uccidere gli embrioni? Per la fondazione Lejeune si tratta di «ideologia». Ideologia che il 28 marzo potrebbe diventare legge.