Ischia, Bertolaso: «Se costruisci un castello di carte, basta una scossa per farlo venire giù»

«In nessun altro paese civilizzato e industrializzato un terremoto di questa intensità avrebbe provocato vittime e danni». Intervista all’ex capo della Protezione civile

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terremoto ischia ansa

Davanti alle tragiche conseguenze del terremoto di lunedì 21 agosto a Ischia, gli esperti hanno fatto notare che i danni provocati erano eccessivi in rapporto all’intensità del sisma. La causa è la scarsa qualità dei materiali e delle tecniche con cui sono stati costruiti gli edifici. «Se costruisci un castello di carte è chiaro che basta la minima scossa per farlo venire giù. Le case a Ischia non rispettavano alcuna misura di sicurezza e il 50 per cento degli edifici erano abusivi» dice a tempi.it Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile. In effetti, secondo un rapporto del 2017 di Legambiente, la Campania è la prima regione della classifica in materia di abusivismo costiero e l’isola di Ischia è tra le quattro località con i peggiori e più numerosi abusi edilizi d’Italia. «Questo episodio ci deve ricoprire di vergogna davanti al mondo. In nessun altro paese civilizzato e industrializzato un terremoto di questa intensità avrebbe provocato le vittime e i danni che ha causato a Ischia».

FERMI ALLA CHIACCHIERE. L’Italia, si è sempre detto, è un paese ad alto rischio sismico, soprattutto nelle regioni centrali, per questo le misure di prevenzione e messa in sicurezza degli edifici dovrebbero essere una prassi obbligata e consolidata. Eppure, nonostante i numerosi terremoti che hanno costellato la storia del paese mietendo vittime e e provocando ingenti danni, sembra che l’Italia sia ancora lontana dall’adozione di queste misure. «Finora ci sono state solo dichiarazioni roboanti da parte dei politici, ma nessuna azione concreta. Bisognerebbe brindare se Palazzo Chigi stanziasse davvero dei fondi per la prevenzione ai terremoti, ma finora non si è visto nemmeno l’ombra di un finanziamento» dichiara Bertolaso. «In Italia è sempre stato così: dopo ogni tragedia, solo vuote promesse. C’è da scommettere che disastri del genere e conseguenti inutili dichiarazioni d’intenti si ripeteranno ancora». Bertolaso ritiene che ad oggi non si sia registrato il minimo progresso in fatto di prevenzione, nonostante le occasioni non siano mancate. «Se avessimo cominciato a mettere in sicurezza le varie località a rischio dopo il terremoto dell’Umbria e delle Marche o il sisma dell’Aquila, adesso saremmo qualche passo avanti, invece siamo sempre fermi alle chiacchiere».

EMERGENZA. Il risultato è che a risentirne sarà soprattutto l’economia dell’isola come conseguenza di una prevedibile caduta del flusso turistico. «Ischia sarà al collasso. La decisione di ignorare il problema, nonostante i numerosi segnali d’allarme, porta all’aumento di vittime e a ripercussioni economiche che non toccano solo gli abitanti di Ischia ma l’intero paese». A pagare quindi sarà l’intera comunità, anche per la ricostruzione degli edifici crollati. «Siamo davanti a uno dei più urgenti problemi nazionali, la messa in sicurezza dell’Italia, ma presto tutti torneranno ad anteporre altre priorità».

Foto Ansa

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