Hong Kong, la polizia inaugura un call center per denunciare amici e vicini

In poche ore sono arrivate più di mille telefonate e centinaia di messaggi. «La Cina lancia nell’isola una nuova Rivoluzione Culturale»

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Giovedì la polizia di Hong Kong ha inaugurata una linea dedicata a denunciare le violazioni della legge sulla sicurezza nazionale compiute dai propri concittadini. L’anonimità è garantita e sarà anche possibili inviare «informazioni, foto, audio e video» con sms, email e messaggi Wechat.

«VOGLIONO A HONG KONG LA RIVOLUZIONE CULTURALE»

A poche ore dall’attivazione della linea, riporta la Bbc, sono arrivate più di 1.000 telefonate e centinaia di messaggi. «Incoraggiare le persone a denunciare amici e vicini di casa è lo strumento più efficace usato dalla Cina per imporre il controllo sociale nel continente», ha denunciato l’iniziativa Maya Wang di Human Rights Watch.

L’attivista Joshua Wong, invece, ha commentato: «Vogliono portare a Hong Kong la Rivoluzione culturale. Questa linea telefonica è una minaccia per espatriati e investitori stranieri. Le tue conversazioni private, i tuoi messaggi sui social media, quello che dici a scuola o un incontro d’affari: tutto potrà essere denunciato».

ARRESTATA LA PRIMA GIORNALISTA

La legge sulla sicurezza nazionale ha di fatto cancellato il modello “Un paese, due sistemi” che doveva garantire ampia libertà alla città “autonoma” di Hong Kong fino al 2047. Da quando la legge è stata inserita illegalmente da Pechino nella mini Costituzione dell’isola, a luglio, sono stati arrestati giornalisti e parlamentari, studenti e attivisti, cambiati i curriculum scolastici, licenziati professori universitari, proibite manifestazioni pacifiche, rinviate le elezioni, squalificati candidati, perquisite le sedi dei quotidiani.

Questi e altri «successi» sono stati pubblicamente riconosciuti alla governatrice di Hong Kong Carrie Lam dal vicepremier cinese Han Zheng. Mentre il governo della città incassava i complimenti di Pechino, la polizia ha arrestato formalmente una giornalista per aver filmato l’arresto da parte degli agenti di due giovani nei bagni pubblici in via Sai Yee. L’accusa è di «aver intralciato le operazioni della polizia e non aver cooperato». Il sindacato dei giornalisti di Hong Kong si è detto «scioccato» dalla notizia.

@LeoneGrotti