«Denunciate gli insegnanti»: la Rivoluzione Culturale sbarca a Hong Kong

L’ex governatore di Hong Kong, Leung, premierà i delatori che faranno i nomi dei docenti che violano la legge. E comincia lui stesso con 18 nomi e cognomi

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«Leung Chun-ying vuole portare la Rivoluzione Culturale a Hong Kong». Così il parlamentare Ip Kin-yuen ha commentato su Ming Pao l’iniziativa dell’ex governatore della “città autonoma” Leung Chun-ying, che ha invitato famiglie e studenti a denunciare gli insegnanti che violano in classe la legge sulla sicurezza nazionale.

RIVOLUZIONE CULTURALE A HONG KONG

L’anno scorso l’ex governatore ha dato vita al fondo “Azione 803”, che ricompensa chi fornisce informazioni utili per arrestare attivisti e parlamentari democratici. Dall’1 luglio il fondo ricompensa anche chi denuncia possibili violazioni della legge sulla sicurezza nazionale. Leung ha pubblicato in prima persona il 13 ottobre su Facebook una lista di 18 insegnanti – con tanto di nome, cognome, età, dettagli sulla professione e sugli addebiti – accusati di aver violato la legge.

La sua iniziativa ricorda la follia della Rivoluzione Culturale in Cina (1966-1976), quando sui muri delle città chiunque poteva accusare i suoi concittadini affiggendo dazibao contenenti accuse infamanti. Vere o false che fossero, portavano inevitabilmente all’umiliazione pubblica, nel migliore dei casi, o alla morte, nel peggiore, degli accusati. Leung non ha fatto altro che riproporre lo stesso schema con i mezzi tecnologici oggi a disposizione. Il suo posto su Facebook è stato già condiviso da 2.300 persone.

CASELLA EMAIL PER LE DELAZIONI

«I genitori hanno diritto a sapere», ha scritto l’ex governatore. «Azione 803 ritiene che gli interessi del pubblico vengano prima della privacy personale degli insegnanti in questo campo. Ecco perché continueremo a raccogliere informazioni e a diffonderle». Leung ha anche informato di aver aperto una linea telefonica dedicata per raccogliere denunce anonime contro gli insegnanti. Il fondo, inoltre, aprirà anche un’apposita casella email per le delazioni.

La scuola è uno dei fronti principali su cui Pechino si sta impegnando per minare alle fondamenta la resistenza democratica di Hong Kong. Dopo aver obbligato le biblioteche a rimuovere dagli scaffali i libri pro democrazia, il governo ha fatto pressione sugli insegnanti perché rimuovessero dai libri di testo ogni riferimento ad autori “sensibili”, come Gandhi, Martin Luther King, Su Xun. Molti insegnanti sono stati anche minacciati di non esprimere opinioni politiche, pratica vietata anche agli studenti.

«INSEGNANTI TARTASSATI E OPPRESSI»

Le difficoltà legate al mondo della scuola sono state confermate di recente anche da padre Sergio Ticozzi, missionario del Pime da oltre 40 anni a Hong Kong, che presentando il suo ultimo volume, La perla d’Oriente. Evangelizzazione cattolica in Hong Kong, ha dichiarato:

«Nelle scuole il controllo [da parte di Pechino] è molto forte. Ora si comincia a parlare di educazione civica, di introduzione dell’educazione patriottica. L’obiettivo è formare cittadini patriottici che sostengano la patria, perché per il governo cinese la patria si identifica con il Partito comunista. Chi lavora nelle scuole è molto preoccupato: gli insegnanti vengono controllati, tartassati, oppressi, costretti a dimettersi».

Foto Ansa