“Chi avete convertito da quando ci rincorrete sulla strada sbagliata?”, chiese Vattimo ai cattolici

Messa in una chiesa vuota

Articolo tratto dal numero di dicembre 2020 di Tempi. Questo contenuto è riservato agli abbonati: grazie al tuo abbonamento puoi scegliere se sfogliare la versione digitale del mensile o accedere online ai singoli contenuti del numero.

Caro direttore, sul Covid anche Tempi sta sviluppando una notevole analisi e attenzione, personalmente ho da tempo raggiunto il mio limite (molto basso) di sopportazione, per una sindrome influenzale che non crea problemi nel 95 per cento dei casi e che è letale per l’1 per cento del restante 5 per cento. Risulta pertanto palese che una società sostanzialmente atea, materialista e nichilista, non è assolutamente in grado di affrontare nessun tipo di impegno, sacrificio o sofferenza. Quindi è destinata ad un inesorabile declino.
Agostino Pavan via email

Siamo un giornale, cerchiamo di raccontare la contemporaneità: il fatto che ci sia un’epidemia non mi pare un dettaglio trascurabile, anche per il riverbero che ha su tutte le attività umane. E sarà anche una «sindrome influenzale» come dice lei, ma se blocca gli ospedali, poi questo ha conseguenze anche sugli “altri” malati, non solo su quelli che finiscono in terapia intensiva. Precisato questo, comprendo la sua “nausea da Covid” (oltre alla pandemia ci tocca pure l’infodemia), ma credo che anche lei si sia accorto che Tempi non insegue la cronaca: non pubblichiamo i bollettini dei contagiati come tutti gli altri, non inseguiamo le storie terrorizzanti o strappalacrime, non pendiamo dalle labbra di virologi/guru, non confondiamo l’attesa del vaccino con quella di Gesù bambino. La nostra società è così malmessa come lei dice? Può essere. Ma se il suo destino fosse «inesorabile» non avrebbe senso nemmeno fare Tempi. E, invece, eccolo qui, tra le sue mani.

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Tg2 delle ore 13 del 13 novembre: da New York il corrispondente Dario Laruffa. «Biden riferisce della telefonata di Francesco, della benedizione e delle congratulazioni». «… Biden è cattolico praticante, cita le encicliche del Papa, è a favore non dell’aborto ma della legge che lo consente». Se questo è il nuovo criterio per far bilanciare fede e vita cristiana… Ci aspetta un futuro molto pesante.
Enrico Ventura via email

Joe Biden è un cattolico super-adulto, un Prodi al quadrato, una Bindi al cubo. Dopo lo stop imposto da Trump, ricominceranno i trasferimenti di fondi federali alle industrie dell’aborto come Planned Parenthood. Però, almeno, in America la questione non smette di interrogare le coscienze. José Horacio Gomez, arcivescovo di Los Angeles e presidente della Conferenza episcopale, non certo un trumpiano, ha detto: «Il presidente eletto ci dà ragione di credere che promuoverà alcune buone misure, [ma anche altre che] minano il nostro obiettivo prioritario dell’eliminazione dell’aborto. Tali misure sono una grave minaccia al bene comune. Quando sono sostenute da politici che si professano cattolici, si crea confusione tra i fedeli riguardo a cosa insegna davvero la Chiesa su questi problemi».

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Buongiorno direttore. Ambrogino d’oro a Milano per Fedez e Ferragni per il loro impegno durante il Covid. Siamo alla follia. E mi fermo qui.
Sergio Galli Como

Cerchi di vedere il bicchiere mezzo pieno. Il consigliere Luigi Amicone è riuscito a farlo assegnare quest’anno a Giorgio Vittadini, dopo che negli anni scorsi c’erano stati gli attestati a Giancarlo Cesana, a don Antonio Villa, all’associazione Portofranco.

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Giuseppe Conte ha risposto al messaggio di Tommaso, il bambino preoccupato che anche Babbo Natale fosse munito di autocertificazione per poter consegnare i regali… Poveri noi! Anche Babbo Natale racchiuso dentro le regole. Già costretto a salire sul balcone usando scalette attorcigliate e scomode, quasi fosse un ladro. E pensare che dispone di una regale slitta trainata da renne avvolte da una luce meravigliosa. Adesso dovrebbe usare anche il gel dopo aver consegnato i regali. Decisamente abbiamo ormai paura di tutto ciò che vola alto.
Marina Garlasche via email

Soprattutto, come ha detto quel burlone di Osho a Conte, «scrive mejo lui le lettere che voi i decreti».

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Perché, già che ci siamo, non dare una ritoccatina ecumenica anche al Credo Niceno Costantinopolitano là dove dice «per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo» e modificare in «per noi uomini e donne e per la nostra salvezza discese dal cielo»? E tra un po’, forse, anche «per noi uomini e donne e gender e per la nostra salvezza discese dal cielo»?
Guido Clericetti via email

Il nostro Guido usa l’ironia; per le spiegazioni dotte sulla nuova formula del Padre Nostro rimando all’articolo di Casadei sul suo blog.

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Cari amici, qui un’idea per il prossimo Taz&bao. «Distruggendo le tradizioni sociali di un popolo, dissolvendo in valori individuali la naturale coscienza collettiva, concedendo libertà alle opinioni più sciocche, sostituendo l’istruzione all’educazione, incoraggiando l’abilità piuttosto che la saggezza, gli “arrivisti” a preferenza dei qualificati, introducendo il principio del “farsi strada” come unica alternativa a un’apatia senza speranza, il liberalismo può aprire le porte a ciò che è la sua stessa negazione: il controllo artificiale, meccanico e brutale che è il disperato rimedio al suo caos» (T. S. Eliot, L’idea di una società cristiana, 1939).
Gianni Brasani via email

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Caro direttore, leggendo Vorrei aiutare gli altri a vedere con occhi nuovi del cardinale Robert Sarah, mi sono imbattuto in un discorso di Gianni Vattimo che non conoscevo e che mi sembra sorprendente: «Voi cattolici avete resistito impavidi per quasi due secoli all’assedio della modernità. Avete ceduto proprio poco prima che il mondo vi desse ragione. Se tenevate duro ancora un po’, si sarebbe scoperto che gli “aggiornati”, i profeti del futuro post-moderno eravate proprio voi, i conservatori. Peccato. Un consiglio da laico: se proprio volete cambiare ancora, restaurate, non riformate. È tornando indietro, verso una tradizione che tutti vi invidiano e che avete gettato via, che sarete più in sintonia con il mondo d’oggi, che uscirete dall’insignificanza in cui siete finiti “aggiornandovi” in ritardo. Con quali risultati, poi? Chi avete convertito da quando avete cercato di rincorrerci sulla strada sbagliata?». Gianni Vattimo a Radio Vaticana il 16 settembre 2010.
Rodolfo Granafei Roma

Da Eliot a Vattimo. Solo Tempi ha lettori di così larghe vedute e letture. Grazie.

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Bella la lettera di ringraziamento inviata al cardinale Gualtiero Bassetti per ringraziare la Cei del sussidio in favore delle famiglie con figli iscritti alle paritarie.
Annalisa Gaboli via email

La Chiesa italiana ha fatto una gran cosa, un gesto concreto per sostenere la libertà educativa non solo delle famiglie “cattoliche”, ma di tutte quelle che mandano i figli nelle scuole libere. Chi vuole aggiungere il proprio nome cerchi sul nostro sito l’articolo “Paritarie. Grazie alla Cei per il sussidio alle famiglie”.

Foto Ansa

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