Google+

Indispensabile Putin. Dai cristiani in Medio Oriente all’Italia in crisi, lo “zar” è sempre più il leader con cui fare i conti

novembre 30, 2013 Rodolfo Casadei

La guerra in Siria. Il peso in Europa. La visita in Vaticano. La galoppata mondiale del presidente russo, in ascesa anche grazie alla titubanza di Obama

putin-tempi-copertinaC’è un solo leader politico al mondo, in questo momento, che può permettersi di tenere in gattabuia a tempo indeterminato una trentina di attivisti ambientalisti internazionali, di ribattere colpo su colpo alle popstar planetarie pro-gay Madonna e Lady Gaga, di fornire armi e protezione a un regime arabo dittatoriale impegnato in una guerra civile all’ultimo sangue, senza uscire da tutto ciò indebolito. C’è un solo uomo politico al mondo che da tutto questo esce rafforzato, al punto da poter farsi ricevere in visita da papa Francesco senza quasi che si odano proteste, e mentre si sentono non pochi applausi.

Il leader politico si chiama Vladimir Putin. E il motivo per cui riesce a imporsi laddove altri, col suo stesso curriculum, verrebbero respinti ed emarginati, è che ha saputo rendere indispensabili sé e il paese di cui è a capo. Grazie agli errori e impazzimenti altrui tanto quanto grazie alle sue doti politiche machiavelliche, la Russia sta diventando, parafrasando quello che Madeleine Albright diceva degli Stati Uniti, la nazione indispensabile. Non per condurre operazioni militari internazionali dai chiari fini geopolitici sotto il mantello dell’intervento umanitario, come capitava con gli Usa di Bill Clinton e si è ripetuto in Libia con Obama. No. Qui siamo di fronte a un’indispensabilità a geometria variabile.

La Russia e il suo leader appaiono indispensabili alle minoranze cristiane in Medio Oriente minacciate dal jihadismo e dal salafismo, che non sperano più nulla dalle antiche potenze coloniali un tempo cristiane (Francia e Regno Unito) e sono pronte ad affidarsi alla protezione di Mosca, tornata alla fede. Appaiono indispensabili a laici e musulmani moderati che in Egitto e in altri paesi del mondo arabo sono disposti a tutto per impedire il radicamento di regimi politici islamisti e accusano l’America di essersi schierata coi Fratelli Musulmani.

In Europa la Russia di Putin è indispensabile a paesi come l’Italia, bisognosi di un rapido ritorno alla crescita del Pil per uscire dalla trappola del debito e della deflazione, senza dover aspettare gli effetti macroeconomici positivi della mortifera “svalutazione interna” imposta dal miope rigore tedesco; quella ripresa immediata che necessita megacontratti fra le grandi multinazionali a capitale pubblico italiane e i conglomerati russi, cose che richiedono le firme e le capacità persuasive dei capi di governo.

È indispensabile anche all’Unione Europea, anzitutto per definire se stessa, e non è poco. Sia quando i russi giocano al partner collaborativo sia quando interpretano il partner riottoso, se non addirittura l’antagonista come nella recente vicenda della mancata associazione dell’Ucraina all’Unione, l’Europa trae vantaggi. Che si tratti della procedura d’infrazione per violazione delle normative sull’antitrust che la Commissione europea agita contro Gazprom o del negoziato con Kiev per un trattato di associazione, l’ostruzionismo di Mosca costringe i paesi membri dell’Unione Europea a serrare le fila e a mettere l’interesse collettivo davanti a quello individuale, a chiedersi una buona volta fin dove è opportuno e conveniente spingere i confini dell’Unione, a fare i conti realisticamente con un’iniziativa di integrazione sovranazionale in territorio europeo alternativa a quella di Bruxelles com’è l’Unione economica euroasiatica fra paesi dell’ex Unione Sovietica che potrebbe vedere la luce nel 2015.

Putin ha visitato papa Francesco in Vaticano lunedì scorso, ed è stata la prima volta in assoluto che un nuovo papa ha incontrato il capo di Stato della Russia prima di quello degli Stati Uniti. Una semplice coincidenza, forse, ma altamente simbolica. L’Occidente continua imperterrito da quattro decenni a tagliare le sue radici cristiane e giusnaturaliste, a colpi di aborto trasformato in diritto, legalizzazione dell’eutanasia, promozione del matrimonio fra persone dello stesso sesso ed estensione alle medesime dell’adozione e della procreazione, fecondazione assistita in chiave eugenetica, espulsione dei simboli religiosi dallo spazio pubblico, mentre agnosticismo e ateismo avanzano nelle statistiche sulle convinzioni religiose. Negli Stati Uniti l’Obamacare costringe ospedali e università cattoliche ad assicurare ai propri dipendenti anche l’accesso ai servizi di interruzione della gravidanza e a tutte le forme di contraccezione. Se cattolici e cristiani in genere sono sempre più disamorati dell’Occidente, il perché si può capire.

Invece la Russia, insieme a Israele, è l’unico paese industrializzato dove negli ultimi vent’anni la percentuale di popolazione che si dichiara religiosa è cresciuta. E negli ultimi cinque anni i matrimoni e le nascite hanno ripreso ad aumentare e il numero degli aborti a diminuire. Il governo ha preso a finanziare la riorganizzazione della Chiesa ortodossa sul territorio e fra le altre cose ha approvato la controversa legge che punisce la “propaganda omosessuale” rivolta ai minorenni, in evidente contrapposizione politico-culturale al crescendo di legislazioni pro-gay in America e in Europa.

Altro che interventi umanitari
Certo, il Papa e Putin non hanno parlato di queste cose ma delle prospettive di pace in Siria. Un altro argomento sul quale Francesco e la grande maggioranza del mondo cattolico si sono scoperti più vicini a Putin che a Obama quando nel settembre scorso, senza averlo concordato, si sono ritrovati dalla stessa parte della barricata a opporsi a un intervento militare franco-americano in Siria. Forse a gennaio vedrà finalmente la luce Ginevra II, la conferenza internazionale dalla quale ci si attende qualche sviluppo positivo per il martoriato popolo siriano. Ma Putin e Francesco potrebbero essersi spinti un po’ più in là. Dice a Tempi Vittorio Emanuele Parsi, esperto di politica internazionale docente alla Cattolica di Milano: «C’è una posizione di entrambi talvolta critica rispetto a come l’Occidente si è mosso in questi anni. Pur da posizioni diverse, c’è un interesse reciproco a capire se attraverso il dialogo si può sviluppare qualcosa di più di una contestazione dell’ordine attuale, magari una proposta».

Il taglio della proposta di Putin si può immaginare. La raffica di veti con cui Mosca ha bloccato i tentativi di risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu sulla Siria negli ultimi due anni non ha a che fare con un debito di gratitudine con la famiglia Assad, che pure per tanto tempo ha garantito la fruibilità del porto di Tartus alle sue navi da guerra e acquisti di armi russe. Non dipende nemmeno dal fatto che in Russia vivono 20 milioni di musulmani, in gran parte residenti nel turbolento Caucaso dove ancora oggi si combatte per l’instaurazione di un califfato simile a quello che alcune delle più importanti formazioni ribelli vorrebbero creare in Siria. Dipende dall’eccessiva facilità con cui, dalla fine degli anni Novanta a oggi con la parentesi dell’unilateralismo di G. W. Bush, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno utilizzato l’ombrello dell’Onu per interventi umanitari che erano in realtà di “regime change”. E questo quasi sempre con risultati poco brillanti. «I russi – scrive Samuel Charap dell’International Institute for Strategic Studies di Washington – credono che la serie di interventi a guida americana che si sono conclusi con cambiamenti di regime dalla fine della Guerra fredda – Kosovo, Afghanistan, Iraq e Libia – rappresenti una minaccia alla stabilità internazionale e potenzialmente alla “stabilità di regime” nella Russia stessa. La convinzione che la Russia potrebbe essere l’obiettivo di interventi del genere è fortemente radicata a Mosca».

L’inaffidabilità americana
Se l’alleanza almeno tattica con Putin appare necessaria a tutti coloro che non credono nelle virtù del regime change travestito da intervento umanitario, essa risulta addirittura inevitabile per i paesi del Medio Oriente che nel corso dei due mandati di Obama hanno maturato la convinzione dell’inaffidabilità degli Stati Uniti. L’America ha abbandonato leali alleati come Mubarak nel momento del bisogno, mostrato indecisione in conflitti complessi e destabilizzanti come quello siriano, appoggiato i Fratelli Musulmani e i loro affini che dappertutto hanno dirottato o tentato di dirottare le primavere arabe. Il risultato è che un numero crescente di capitali mediorientali guarda a Mosca, prima fra tutte il Cairo, dove a metà di novembre sono sbarcati, 41 anni dopo che Anwar El Sadat aveva allontanato i 20 mila consiglieri militari sovietici chiamati da Nasser, i ministri degli Esteri e della Difesa russi. Gli Stati Uniti di Obama cercavano proconsoli europei ai quali affidare quelle aree del Medio Oriente dalle quali hanno deciso di disimpegnarsi. Si sono presentate Francia e Inghilterra, ma a recuperare spazi sembra essere la Russia.

Il modo in cui la Russia di Putin è un paese indispensabile per Bruxelles, abbiamo detto, è un po’ diverso. La procedura d’infrazione contro Gazprom in via di istruzione è uno di quei casi in cui l’Unione Europea è chiamata a dimostrare nei fatti l’utilità della sua esistenza per chi ne fa parte. La Commissione europea accusa il gigante russo del gas di abusare della sua posizione dominante nei mercati dell’Europa centrale e orientale, segnatamente paesi baltici, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Bulgaria. A questi paesi Gazprom applica prezzi più alti di quelli che fa pagare in Germania e in Italia, che pure sono paesi più ricchi e più distanti, e impedisce la riesportazione del gas acquistato, pratica dichiarata da tempo illegale. Se la compagnia russa non si sottomette alle regole del mercato europeo, rischia una multa pari a 12 miliardi di euro. La procedura non è ancora partita, il commissario alla Competizione Joaquín Almunia ha annunciato che sta solo preparando la “lista delle obiezioni”, il primo passo del percorso legale. Che Bruxelles si muova nell’interesse di lituani e slovacchi, nonostante tedeschi e italiani non abbiano di che lamentarsi per quel che li riguarda, è notizia che rianima la fiammella dell’idealismo europeista, non del tutto spenta.

La marcia indietro dell’Ucraina
Più discutibile, invece, l’isteria con cui molti politici europei hanno reagito alla marcia indietro dell’ultimo minuto di Kiev rispetto al trattato di associazione. Molti hanno parlato di “ricatti” russi all’Ucraina, quando invece quello a cui abbiamo assistito è stato un mercato delle vacche voluto dal presidente Yanukovich, che alla fine ha sposato la linea di Mosca semplicemente perché i russi hanno offerto di più di quello che Bruxelles prometteva. Ma è davvero un male per l’Europa quello che è accaduto? Dice ancora Parsi: «Va bene finché si parla della Serbia, ma che senso ha portare l’Ucraina nell’Unione? Non possiamo fare entrare tutti. Non riusciamo a gestire la situazione attuale, e ci portiamo dentro un paese così complicato, dove solo metà della popolazione è d’accordo?». Ecco, la Russia è indispensabile perché l’Unione Europea decida quali sono i suoi confini definitivi.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

23 Commenti

  1. poveritalia scrive:

    Mica male, come paladino dei Cristiani, un dittatore che arriva a mandare ai lavori forzati in Siberia qualche ragazzotta rea di aver cantato canzoncine stupide.
    Ma vi rendete conto a quale livello di degradazione pseudoculturale vi ha portato il vostro fanatismo?
    Siete Cristiani come quelli del Ku Klux Klan. Anche loro brandiscono la croce.
    A cosa serve pubblicare centinaia di articoli su Papa Francesco, se non riuscite a capirne il messaggio?

    • Michele scrive:

      Oddio, guardi, Obama detiene a Guantanamo prigionieri senza che si capisca quale sia l’accusa: non che Guantanamo si meglio della Siberia. Probabilmente le 3 squinzie in Siberia potrebbero redimersi (à la Raskolnikov) e impiegare il proprio futuro in qualcosa di più fruttuoso.
      Stia pur certo che in Occidente sarebbero considerate delle star, ospitate in televisione e guadagnerebbero certo più di lei, che nullità come loro non è: ma non si parli di degradazione pseudoculturale per l’occidente!
      Se è questo la misericordia cristiana… misericordia che guarda caso coincide sempre (sempre!) con il politically correct di turno in occidente. Mah!

    • mike scrive:

      erano entrate in una chiesa a far casino. ammetto che tutto non ricordo di quella faccenda, ma le pussy riot hanno fatto casino in un luogo pubblico (= oltraggio al buon costume, così lo definisce il nostro codice civile, ed è perseguibile penalmente, salvo che qualche magistrato non decida diversamente). evidentemente in russia alla decenza ci tengono, così come tengono al rispetto della religione e di chi ci crede. e visti i segnali di avvicinamento tra putin e il papa c’è più voglia di dialogo e pluralismo che in occidente. dove c’è ma solo sulla carta, anzi neanche tanto. la russia ci sta dando, sulle pussy riot, un esempio di civiltà. nel senso che fa capire che non tutto è lecito. e civiltà è anche questo in nome del rispetto dell’altro, la qual cosa che non hanno fatto né le pussy riot né gli attivisti di Greenpeace arrestati in siberia. in occidente stiamo perdendo il senso del limite. come il m5s che vuole l’impeachment per napolitano. per cui noi italiani dovremmo preoccuparci di grillo e dei suoi e non di putin. il m5s ci porterà alla dittatura. tra l’altro è quel partito oggi come oggi l’anomalia italiana. anzi in 20 anni l’unica anomalia italiana credo sia proprio il m5s. se non ricordo male il msi iniziò in modo simile (=populismo) in un periodo di recessione.

    • alessio 1977 scrive:

      Spiegacelo tu il messaggio del Papa, poveritalia ! Tra l’altro in Siberia attualmente nessuno ci va per qualche stupida canzoncina, e se Putin è un fanatico dittatore, come affermate voi marxisti o liberali,spiegami cosa sono i “democratici” obama,bush, blair, cameron, hollande,sarkozy, merkel, ecc che distruggono Nazioni intere (Libia, Iraq,ec..) per farsi i democratici affaracci loro in nome dei “diritti civili”.Senza la fermezza della Russia di Putin, occidentali ed islamisti vari avrebbero raso al suolo la Siria di Assad, e adesso avremmo in quel Paese “liberato” un’ennesimo inferno tipo Libia dove islamisti e delinquenti comuni dominano con il terrore, con conseguenze disastrose per tutto il Medio Oriente, altro che le corbellerie di stampa , politici e tv nostrane.

    • marzio scrive:

      Caro poveritalia, hai ragione , meno male che ci sono i sinceri democratici come obama,bush cameron, blair,merkel, hollande,sarkozy ecc che con i loro democratici e pacifici interventi umanitari portano o hanno portato pace,giustizia libertà e rispetto dei diritti umani in tutto il mondo (Libia. Iraq. Kossovo,ecc) .Quando po si alleano con quei galantuomini degli islamisti come ad esempio in Egitto o con quei benefattori di al qaeda e soci come in Siria,,,,,,che fari di civiltà ! Altro che quel “comunista” di Putin, che sicuramente mangia anche i bambini e in fondo in fondo adora segretamente Stalin !

  2. viccrep scrive:

    putin mi sembra uno con forte personalità che ha restituito alla russia un po’ del molto che aveva perso con il comunismo.
    Ha certamente i suoi difetti ma è uno che difende le famiglie uomo donna l’identità del suo popolo, che blocca l’avanzamento dell’ideologia del gender e dell’omosessualità dilagante nelle idee di pochi ma pretesa per tutti.
    Non è un buonista che lascia correre i manifestanti a insultare e a far cavolate anche le più ignominiose e restano impuniti, devono imparare che certi atteggiamenti costano alla tua persone e non tutto ciò che vuoi manifestare al di fuori delle buone regoli ti costa anche il carcere.
    Difende la religiosità del suo popolo in crescita, ne riconosce la bontà per una miglior umanità.
    Invece da noi tutto si può fare certe manifestazioni ove spaccano e incendiano, chi lo fa dovrebbe essere messo in carcere, anche se noi non abbiamo la siberia, i così detti centri sociali che vivono sule spalle della comunità con occupazioni e altro vanno chiusi ecc…
    sta per uscire una legge sull’omofobia che violerà la libertà di opinione ecc. ecc., in italia sempre peggio, non abbiamo un putin ma magistratura democratica si, peggio di così

    • poveritalia scrive:

      Viccrep, intanto Putin, per la sua storia personale, incarna la continuazione del Comunismo, se per Comunismo si intende il disprezzo delle opinioni altrui.
      Non occorre essere dei “centri sociali” nella sua Russia, per andare in galera. Basta molto meno.
      Dai tempi si Solghenitsin non è cambiato molto.
      Dici che difende le famiglie, però quando ne manda qualche componente in galera, non è che l’ aiuti poi molto.
      Mi sconcerta che la discutibile opinione sulla condizione gay, basti a giustificare ogni sorta di costrizione. Se non è fanatismo, che cos’ è?
      Dici che non è un buonista che lascia correre i manifestanti …
      Non so a te, ma a me risulta che la Russia sia uno dei Paesi più corrotti al mondo. Se è vero, non ti pare che le battaglie contro i gay o i dissidenti siano solo la scusa dal distogliere l’ attenzione dai loro veri problemi?
      Piccola parentesi: anche da noi, con il debito publico, la corruzione, la criminalità, la malapolitica, l’ inefficienza che abbiamo, ci vogliono far credere che il problema è dato dai 200 Euro di ICi, IMU, ….
      Non so se Putin difenda la religiosità del suo Popolo, ma l’ umanità non credo. Perlomeno per me umanità significa solidarietà, comprensione.
      Non ti piacciono i centri sociali, e quando eccedono neanche a me.
      Però pensa alla differenza tra il danno che fanno loro quando imbrattano i muri o rompono qualche vetrina e il danno che fanno tutti quei colletti bianchi in giacca e cravatta che truffano, frodano, ammazzano le Aziende sane e poi se ne vanno con buonuscite da milioni di Euro.
      Vedremo se la legge sul’ omofobia violerà la libertà di opinione o la libertà di insulto.
      In ogni caso un gay onesto non mi fa paura. Mi fa più paura un puttadiere tanto elegante quanto disonesto.

      • Poveritalia scrive:

        Chiedo scusa, ho sbagliato. Riconosco un grande uomo in Putin, speriamo che riesca a difendere i bambini.

      • Michele scrive:

        “il danno che fanno tutti quei colletti bianchi in giacca e cravatta che truffano, frodano, ammazzano le Aziende sane e poi se ne vanno con buonuscite da milioni di Euro.”

        Come Khodorkovsky, Berezovsky, ecc. Risulta non se la passino tanto bene, di certo se la passano meglio le verginelle immacolate di Wall Street e della City.

    • francesco 2 scrive:

      vicrep.
      ti rendi conto che nelle manifestazioni di parigi contro i matrimoni omosessuali dove avete messo a ferro e fuoco la città vi siete indignati solo per alcuni fermi? secondo le tue idee a parigi dovevano arrestare tutti.,
      in russia mettono in carcere le persone che srotolano una bandiera gay.
      rompete da mesi con il pretesto della libertà di opinione riguardo la legge antiomofobia (che con la libertà di opinione non centra nulla) e poi chiedi che chi esprime la sua opinione sia messo in galera. ma bene, da qui si capisce tutto. libertà di opinione per te significa la tua libertà di opinione non quella di tutti.
      guarda che per difendere le famiglie non serve mettere i gay in galera. e sono pienamente d’accordo putin e il papa sono molto vicini .

    • francesco 2 scrive:

      viccrep cioè se metti in galera dei manifestanti sei un grande uomo ma se fai una legge che proibisce gli insulti alle persone gay ledi la libertà di opinione? e qui si crea però un problema. chi manifesta contro la legge anti-omofobia deve essere messo in galera in quanto manifestante oppure essendo contro i gay in quel singolo caso deve essere lodato…
      ma vaff….

      • Michele scrive:

        Mi risulta che la propaganda gay in Russia sia punita con una sanzione da 120 €. Azz.. che botta!
        Giusto per confronto, la proposta Scalfarotto prevede carcere e rieducazione presso comunità gay, e non solo per chi insulta gli omosessuali.

        • francesco 2 scrive:

          michele sei molto male informatico, cerca su internet i moltissimi filmati di razzi che vanno picchiando, torturando e umiliando i gay e che la polizia tollera altamente(tant’è vero che in questi video si vedono benissimo i visi degli aggressori che non sono mai arrestati)… cmq le pene per la propaganda gay (ovvero dire di sé di essere gay oppure chiedere un qualsiasi diritto) è duramente punita

        • francesco 2 scrive:

          michela a parte che le pene sono molto più severe di quello che dici tu. in ogni caso vorrei vederti multata di 120 euro ogni volta che vai in chiesa, indossi un crocefisso o parli di cristianesimo…
          a parigi dopo aver distrutto la città vi siete lamentati perché ci sono stati dei fermi

  3. Paolo scrive:

    Mamma mia adesso Putin diventa un grande statista e difensore della vita e legalita solo perche non vuole i gay e ostacola l’aborto !!!
    Complimenti siete senza speranze ! Spero che Papa Francesco vi dia un bel calcio nel sedere e vi risvegli dal vostro torpore e dalla vostra visione limitata della realtà

  4. francesco 2 scrive:

    bè stiamo proprio raschiando il fondo. i cattolici non si riconoscono più nell’occidente e quindi ora iniziano a guardare alla russia con speranza. ma bene, io spero che ci andiate in russia. infondo è quello che volete un regime dove i gay sono messi in galera se solo parlano e pestati se escono di casa, gli animalisti vengono incarcerati e le opinioni personali non sono accettate.
    tanto il papa con i regimi mi pare abbia dato grande prova nel passato di saperci fare.
    quindi dai tutti in russia. quando ve lo dicevo mesi fa di andare in russia vi offendevate, ora ci siete arrivati anche voi, il vostro modo di vedere le cose qui non c’azzecca niente. state bene in paesi come la russia o l’arabia

  5. Yusuf scrive:

    “la Russia, insieme a Israele, è l’unico paese industrializzato dove negli ultimi vent’anni la percentuale di popolazione che si dichiara religiosa è cresciuta”

    Per favore Casadei, non confondiamo la Russia, paese serio, con Israele dove la tua “crescita di religiosi” è costituita dalla massa di coloni fanatici provenienti perlopiù dagli USA e dalla ex-URSS che hanno rubato la terra ai legittimi proprietari palestinesi.

    Ah sì certo, c’è anche una crescita di cristiani : sono gli evangelicals cristiano-sionisti che hanno scambiato la Sacra Bibbia per un manuale di istruzioni.

  6. giesse scrive:

    God save Putin and bless Russia

  7. malta scrive:

    un leader degno di questo nome

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

Vi piace pedalare in collina? Se volete farlo in compagnia di migliaia di altri ciclisti, e con la possibilità di mettere alla prova il vostro spirito agonistico, l’occasione giusta è la 5° edizione della Granfondo Scott, in programma il 3 settembre 2017 con partenza e arrivo a Piacenza Expo. La manifestazione propone due percorsi, caratterizzati […]

L'articolo Granfondo Scott, al via il 3 settembre proviene da RED Live.

C’è qualcosa che non torna… Non dovevi cambiare radicalmente? Non dovevi votarti alla collocazione centrale del motore? Ah, manca ancora un anno? Questo, allora, significa che sei l’ultima versione della Corvette “tradizionale”. Il canto del cigno di una delle muscle car più apprezzate al mondo che, per festeggiare i 65 anni di carriera, debutta nella […]

L'articolo Chevrolet Corvette MY18: l’ultima volta proviene da RED Live.

“All for freedom, freedom for all”. È il nuovo motto di Harley-Davidson che intende sedurre anche chi non è (ancora) un motociclista

L'articolo Harley-Davidson, nuovo slogan proviene da RED Live.

Nel bel mezzo di Agosto, la Casa di Iwata lancia un criptico video teaser che anticipa quanto verrà svelato il 6 settembre alle 17:00: la Yamaha T7

L'articolo Yamaha T7, il video teaser proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana