Nell'accordo voluto dagli Stati Uniti si parla per la prima volta di sfruttamento delle risorse minerarie con partner americani. Un problema per il monopolio della Cina
Il Presidente Donald Trump con il Ministro degli Esteri della Repubblica Democratica del Congo, Therese Kayikwamba Wagner (seconda a destra) e il Ministro degli Esteri ruandese, Olivier Nduhungirehe (secondo a sinistra), nello Studio Ovale della Casa Bianca a Washington, DC, USA, il 27 giugno 2025. Con loro anche il Vicepresidente J.D. Vance e il Segretario di Stato Marco Rubio (foto Ansa)
Il passaggio decisivo dell’accordo di pace che Repubblica Democratica del Congo (Rdc) e Ruanda hanno firmato il 27 giugno scorso a Washington è quello che si legge al punto i) del paragrafo 6: «Nell'ambito di tale quadro (quello dell’integrazione economica regionale - ndt), le Parti avvieranno e/o amplieranno la cooperazione su priorità condivise quali la gestione dei parchi nazionali, lo sviluppo dell'energia idroelettrica, la riduzione del rischio nelle catene di approvvigionamento minerario, la gestione congiunta delle risorse del lago Kivu e catene del valore minerario end-to-end trasparenti e formalizzate (dalla miniera al minerale lavorato) che colleghino entrambi i paesi, in partenariato, ove opportuno, con il governo degli Stati Uniti e gli investitori statunitensi».
Negli ultimi anni Ruanda e Congo hanno firmato una mezza dozzina di accordi di pace che poi sono stati disattesi da entrambe le parti, ma è la prima volta che in un trattato firmato da Kigali e da Kinshasa compare...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo