Le unioni gay di Renzi «sono perfettamente sovrapponibili al matrimonio. Tutti devono esserne consapevoli»

Perplessità in commissione Giustizia al Senato. Nitto Palma vede in arrivo «un modello parallelo di matrimonio sotto altro nome» studiato per «eludere la Costituzione». Il viceministro Costa: «A livello normativo non è una passeggiata»

«Due persone dello stesso sesso costituiscono un’unione civile quando dichiarano di voler fondare tale unione di fronte all’ufficiale di stato civile». Stando al primo articolo della legge sulle unioni civili, per ottenere il riconoscimento giuridico alle coppie formate da due uomini o due donne basterà presentarsi in Comune e fare una dichiarazione. L’articolo 2 precisa che ove nelle leggi italiane compaia la parola «matrimonio» si dovrà aggiungere le parole «o da un’unione civile tra persone dello stesso sesso». Mentre all’articolo 3 si spiega che «le parole “coniuge”, “marito” e “moglie”, ovunque ricorrano nelle leggi, decreti e regolamenti, si intendono riferite anche alla “parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso”».

STESSI DIRITTI. In sostanza, la legge della senatrice Pd Monica Cirinnà presentata ieri in commissione Giustizia del Senato dal Pd, con la benedizione – stando alle anticpazioni di Ivan Scalfarotto – dello stesso premier Matteo Renzi, equipara le unioni civili fra persone dello stesso sesso al matrimonio. Di fatto, le coppie unite civilmente godranno delle medesime garanzie (eccetto quelle relative al divorzio) e degli stessi diritti (eccetto l’adozione) riconosciuti all’istituto del matrimonio.

SOVRAPPONIBILE AL MATRIMONIO. Quanto emerge dal dibattito in corso da ieri in commissione Giustizia del Senato è soprattutto la difficoltà tecnica di poter fare una legge sulle unioni civili mettendole sullo stesso piano del matrimonio. Il viceministro della Giustizia, Enrico Costa (Ncd), ha sottolineato che il testo articolato in 22 punti, presentato ieri in commissione, «dal punto di vista normativo non è una passeggiata». «Non voglio entrare nel merito ma rilevo che anche a un osservatore poco attento salta all’occhio che, ad eccezione della definizione e del regime delle adozioni, questo nuovo istituto è perfettamente sovrapponibile a quello del matrimonio. Voglio che tutti i membri della commissione ne siano ben consapevoli. Anche dal punto di vista tecnico è necessario mettere a punto un testo corretto».

MODELLO PARALLELO. Per il presidente della commissione, Nitto Palma (Fi), molte delle 22 norme del testo sulle unioni civili sono in contrasto con l’ordinamento e inoltre la legge è «una indebita ed illegittima introduzione nell’ordinamento di un modello parallelo di matrimonio sotto altro nome, così da eludere la Costituzione». Carlo Giovanardi (Ncd) il rischio di una «totale rivoluzione antropologica». Inoltre, ha sottolineato, è in «conflitto evidentemente con l’articolo 29 e con i pronunciamenti della Corte Costituzionale». «È un testo che apre le possibilità alle coppie omosessuali di avere figli con l’utero in affitto».

REGISTRO MATRIMONI GAY A BOLOGNA. Intanto si allunga la lista delle amministrazioni pronte a riconoscere i matrimoni fra persone dello stesso sesso. Dopo Grosseto, Fano e Napoli, anche a Bologna le coppie gay sposate all’estero saranno riconosciute dal Comune e registrate come le altre, qualora siano composte da almeno un italiano e se entrambi i coniugi risiedono nella città. A festeggiare sono i collettivi e le associazioni Lgbt. Arcilesbica di Bologna ha chiesto alla giunta guidata dal piddino Virginio Merola di istituire il 15 settembre come «vera e propria festa civile e laica che riguarda tutta la collettività». La disposizione del sindaco, ricorda l’associazione, «apre ad un riconoscimento delle coppie lesbiche e gay da parte dalle amministrazioni locali». «Sicuramente – continua il circolo – questa azione contribuisce alla visibilità e alla battaglia contro la discriminazione in materia di diritti e sollecitazioni concrete anche da parte del Parlamento e del governo stesso».