Trent’anni di Tempi, trenta ragioni per venire al nostro stand al Meeting
La nostra rivista debuttò a Rimini nel 1995. Qualcuno ci diede sei mesi di vita. Ciaone, grazie a voi siamo ancora qui. Ed ecco perché vi aspettiamo in Hall Sud
A trent’anni puoi fare un sacco di cose. Tipo occuparti dei follower invece dei figli e trovare il tuo sé eco-conscious, mindful e inclusivo dentro un libro di Sally Rooney a Bali, come certi millennial d’autore. Firmare un mega-contratto da record con i Cleveland Cavaliers e vincere il tuo primo titolo Nba, diventando leggenda, come LeBron James. Oppure puoi produrre migliaia di martelli, caricarli sul furgone di un amico (grazie, padre Marco Finco!) e tornare dove sei nato al mondo, trent’anni tondi fa, proprio come noi.
Meeting di Rimini, anno 1995, primo numero di Tempi. Tornare qui, quest’anno più degli altri anni, è come andare dalla nonna a mangiare i cappelletti. Ed ecco le trenta ragioni per cui non dovresti mancare neanche tu:
- perché è inevitabile: siamo sempre lì, Hall Sud, padiglione centrale, dopo i tornelli, al crocevia che porta all’auditorium, all’area fast food, al Villaggio Ragazzi. Insomma se entri al Meeting e non ci vedi, sei cieco o forse sei san Tommaso;
- perché Tempi capisce e colpisce, e invece della penna a sfera col logo, il cordino porta-badge e la chiavetta Usb da 1 gighino, ti regala un giga martello;
- perché non siamo napoletani artificiali, ma giornalisti in carne, ossa, pc e a Rimini ci saremo tutti in formazione completa – vediamoci, incontriamoci, discutiamo, festeggiamo i 30;
- perché come dice sant’Agostino citato da Leone XIV: «Viviamo bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i Tempi», mica i boy scout;
- perché ci trovate anche in auditorium D3: martedì 26 agosto ore 21, il direttore Emanuele Boffi modera “Sì sì, no no. Il rischio dell’educazione”, con Giancarlo Cesana, don Maurizio Patriciello e Domenico Airoma;
- perché siamo anche in Sala Neri: lunedì 25 agosto, ore 21, Piero Vietti modera “Braccati dal mistero nel ‘deserto’ di Buzzati” , con Lorenzo Viganò e Paolo Valerio;
- perché ci becchi anche al Book Corner a registrare podcast:
- 26 agosto, ore 15, Emanuele Boffi presenta La rivoluzione del buon senso del ministro Giuseppe Valditara
- 24 agosto, ore 14.30, ancora il direttore Boffi presenta Voluti al mondo del nostro collaboratore Carlo Maria Simone
- 23 agosto, ore 16, la nostra Annalisa Teggi sarà in onda per parlare del suo Liberi e lieti. Fede e fraternità tra san Francesco e don Giussani. Soprattutto il 22 agosto, alle 21, in auditorium D3, Teggi modererà l’incontro “Un’esplosione di vita. San Francesco”, con Maria Pia Alberzoni, Francesco Piloni, Davide Rondoni e Marco Villani;
- perché su Tempi e tempi.it trovi le recensioni delle mostre più belle e che vi invitiamo a visitare:
- Un tesoro in vasi di creta. Ermanno “lo storpio” chiamato a guardare in alto (piazza C5)
- Chiamati due volte. I martiri d’Algeria (piazza A7)
- Vasilij Grossman. la forza dell’umano nell’uomo (piazza A5)
- Profezie per la pace (piazza A3)
- E anche lo spettacolo di padre Marco Finco Francesco. Il suo Natale (tutti i giorni alle 12 al teatro del Villaggio Ragazzi, padiglione B4, ingresso libero);
- perché anche grazie al tuo sostegno il direttore Boffi è stato ad Asunción, in Paraguay, a visitare la “reducción” di padre Aldo Trento, un anticipo di Paradiso per malati terminali, bambini abbandonati, ragazze stuprate e poveri cristi di ogni tipo. A lui (morto a dicembre 2024 e per tanti anni collaboratore di Tempi) e alla sua opera è dedicata la copertina del numero di agosto distribuito allo stand. Vieni a prenderlo, leggilo, fallo girare;
- perché se sei under 30 l’abbonamento digitale annuale a Tempi costa solo 30 euro invece di 40;
- perché se ti abboni o rinnovi al Meeting, ti becchi pure un abbonamento digitale da regalare a un under 30: figlio, nipote, fidanzato, amico o giocatore Nba che ancora non ci legge;
- perché ai nostri sostenitori regaliamo L’interminabile ’68 di Giancarlo Cesana (prefazione di Giuliano Ferrara, Liberilibri)
- perché ci sono i poster: copertina n. 1 del 1995 e copertina del trentennale 2025, entrambe by Marco Cirnigliaro;
- perché invitiamo i supersostenitori di Tempi alla cena di Natale;
- perché se non hai capito un tubo delle offerte che porteremo al Meeting 2025, ci sono Laura ed Elena allo stand: sanno tutto, spiegano tutto, vade retro Faq;
- perché puoi abbonarti con la leggendaria Carta del docente;
- perché c’è il caro ombrelloni e qui ombra e sedute sono gratis;
- perché se vuoi piantare l’ombrellone hai già il martello;
- perché puoi infilare Tempi dentro al Financial Times e farti aria quando passa Draghi;
- perché puoi farti i selfie davanti alle copertine più iconiche: Amicone, Leone XIV, Trump, Xi Jinping, Meloni, guerre, piazze, prigioni, pure la foglia di marijuana extralarge;
- perché qui si fa resistenza culturale e i nostri sacchetti sono più resistenti di un allenatore della Juve;
- perché puoi darci un feedback sulle newsletter riservate agli abbonati, quelle di Lodovico Festa (“La preghiera del mattino”), Annalisa Teggi (“Casca il mondo”), Simone Fortunato (“Cinema Fortunato”) e anche “Squalo chi legge” dedicata ai libri scelti dalle firme di Tempi;
- perché puoi segnalarci persone, eventi, giudizi, fatti di cui sei venuto a conoscenza e di cui ti piacerebbe che Tempi si occupasse;
- perché se oggi impazzisci per lo skibidi boppy probabilmente non ti sei (ancora) imbattuto nei titoli di Tempi negli anni del turboamiconismo spinto: “Putin trema. E rema per Roma”, “Se Veltroni veltroneggia, Folena folleggia, Parlato sparla, perché Spataro non può spararle?” o “Se il potere pappa la libertà (un’authority controllerà anche i tuoi bisognini)”, “Con le budella dell’ultimo panda strangoleremo l’ultima mamma”. Abbonarsi per rimediare;
- perché, come dice il titolo del nostro festival a Caorle in cui assegniamo il Premio giornalistico Luigi Amicone, il nostro pallino è “Chiamare le cose con il loro nome”. Ma anche gli abbonati;
- perché come diceva Amicone «la nostra patria è l’amicizia» e non puoi lasciare tutti i pouf agli amici di Carate Brianza;
- perché 30 anni di Tempi sono 30 anni di battaglie contro il moralismo mediatico-giudiziario che trasforma un pranzo in una indagine e una chat in un processo. Mica vuoi lasciarci da soli!
- perché potresti imbatterti in Leone Grotti che discute di geopolitica in francese o cinese, o in Pietro Piccinini che chiude il prossimo numero della rivista o in Caterina Giojelli che cerca di fare abbonare anche la guardia giurata;
- perché sì – lo diciamo per tutti i suoi fan che ogni anno lo cercano allo stand – c’è anche Rodolfo Casadei (ma è in giro a cercare notizie);
- perché nel 1995 al nostro debutto al Meeting, Gad Lerner disse: «Vi do sei mesi, poi chiuderete». Ciaone Gad, sono passati 30 anni e grazie a tutti voi, amici e abbonati, siamo ancora qui.
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