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I processi a mezzo stampa non risolvono i problemi di Milano. Li aggravano

Di Emanuele Boffi
02 Agosto 2025
Affrontare la crisi della città con il moralismo giustizialista sta facendo danni enormi (peggio dei dazi di Trump). È una nostra battaglia da trent’anni e la facciamo anche per Sala, che pure critichiamo da sempre
Un murale contro Beppe Sala realizzato dall’artista aleXsandro Palombo sulla facciata della Galleria d’Arte moderna a Milano nei giorni delle inchieste sull’urbanistica, 22 luglio 2025 (foto Ansa)
Un murale contro Beppe Sala realizzato dall’artista aleXsandro Palombo sulla facciata della Galleria d’Arte moderna a Milano nei giorni delle inchieste sull’urbanistica, 22 luglio 2025 (foto Ansa)

Un lettore incazzoso si è arrabbiato con noi perché nei giorni dello scandalo sull’urbanistica milanese, abbiamo scritto che il sindaco Beppe Sala «non si doveva dimettere». Ci ha accusato di essere «a libro paga di Sala». Eh no, caro amico, magari! Sebbene è da quasi dieci anni che lo critichiamo per tutto ciò che fa (dai calzini arcobaleno all’ideologia green) e per tutto ciò che non fa (gite in bicicletta anziché amministrazione della città), lo abbiamo difeso lo stesso. E pure gratis. Pensa te che scemi. Ma se siamo rimbambiti lo siamo da trent’anni e cioè da quando questo giornale, sin dal numero zero, aveva come titolo di copertina “Il processo” (autore Giuliano Ferrara). Già allora denunciavamo quello che per noi è il nemico numero uno della società italiana: il moralismo mediatico-giudiziario. La crisi di Milano Sono passati trent’anni e siamo punto a capo con magistrati e giornalisti che, anziché fare solo il loro mestiere –, far rispettare le leggi e dare notizie – costruisco...

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