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Si andava in battaglia armati di disegni

Di Marco Cirnigliaro
29 Luglio 2025
Il primo illustratore di Tempi racconta gli inizi dell’avventura. «Volevamo che ci fosse perfetta sinergia tra testo e immagini»

Quando ero un ragazzino, Luigi Amicone mi affascinava moltissimo. Frequentavamo gli stessi posti a Milano, lui era poco più grande di me e ricordo che ci portava spesso il sabato sera a vedere qualche film alternativo (a volte… un po’ troppo alternativo). Erano mille le iniziative in cui mi coinvolgeva in un turbinio di cose da fare, da dire, da vedere. Così, quando nei primi anni Novanta mi chiese di aiutarlo a dare vita a un giornale, aderii con entusiasmo. Amicone voleva che Tempi fosse un settimanale di battaglia, aggressivo e originale anche dal punto di vista grafico. Io, insegnante e artista, potevo aiutarlo a dare forma a questa idea perché Luigi non voleva che fosse illustrato con fotografie che già apparivano su tutti i periodici, ma con disegni che meglio esprimessero ciò che le parole dicevano. Pattuimmo un compenso e coinvolsi alcuni amici artisti: Maurizio Giovagnoni, Jolanda Codognato e Rocco Fiumara. Il primo formato di Tempi, un fogliettone di grandi dimensioni e di ot...

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