Al via FeFant, per guardare la realtà sul serio
Da sei anni, a Ferrara, grazie all’iniziativa comune di alcune opere educative che coinvolgono giovani, adulti e insegnanti, si realizza il Festival della Fantasia nel cuore della città estense. Si tratta di una “proposta alla città” che vede la collaborazione della Fondazione Enrico Zanotti e del “Centro Culturale L’Umana Avventura”, grazie alla direzione artistica di Davide Rondoni. La VI edizione, che andrà in scena dal 28 al 30 maggio e che ha per titolo “Fantasia e verità: continua ricreazione” è una tre giorni di incontri, musica, sport e gusto. (Qui il programma completo).
L’evento nasce da una profonda simpatia per l’ambiente culturale in cui si è inseriti: «Da Ariosto ad Antonioni, da Boldini a De Pisis, Ferrara ha fatto di questo sguardo fantastico sulla realtà la sua cifra», ha spiegato Davide Rondoni. «Penso ad Ariosto o alle donne di Boldini, che non sono realistiche ma fantastiche: la fantasia non è un’evasione dalla realtà, neanche quando lo sembra». Essa, piuttosto, è il modo per guardare la realtà sul serio.
Incontri, laboratori e sport
Il festival nasce dallo sguardo sulla vita di una comunità presente, viva e in azione durante tutto l’anno. Gli ospiti invitati – dal filosofo Francesco Botturi a Nicola Abbatangelo, registra delle serie tv Doc e Sandokan, dall’astrofisico Massimo Robberto al giornalista di Tempi Rodolfo Casadei – non si presentano solo come degli esperti invitati a “spiegare” dei contenuti quanto come persone che sono chiamate ad approfondire i termini di un’esperienza che già sta accadendo tra il popolo che costruisce il Festival.
Le sfide sportive, per esempio, nascono dalla collaborazione tra la Fondazione Zanotti, Ars et Labor Ferrara e il Centro Sportivo Italiano.
I laboratori creativi che coinvolgeranno bambini e ragazzi nascono da un percorso già avviato da mesi nelle scuole di Ferrara e provincia e avvicineranno l’opera e lo sguardo dell’architetto spagnolo Antoni Gaudí all’esperienza creativa dei giovani, per realizzare in piazza un’opera artistica in Trencadis, tecnica utilizzata nelle torri della Sagrada Familia. Gaudí sarà anche il protagonista del primo giorno del Festival: la sua genialità, come ha avuto modo di spiegare Rondoni, consiste nel «non essersi sottratto al vero compito dell’uomo, che è affrontare che cos’è il destino. Gaudí lo ha fatto tramite un’opera d’arte capace di parlare a tutti i campi della vita».
Una verità più “vera”
In questo senso la fantasia «è la capacità di vedere te stesso oltre i ruoli che hai e le cose che fai», come ci ha anticipato Rocco Buttiglione, ospite al FeFant. «È la capacità di guardare l’uomo oltre una verità che non è appena un insieme di doveri, ma un modo per andare verso una verità più “vera” e grande, più capace di rivelarmi il mio vero volto».
È questo sguardo a sé che ci consente di cogliere l’invito che la realtà tutta ci offre per una ri-creazione continua: accettare l’invito al cambiamento di sé e al rischio di un’intrapresa è l’avventura di ogni uomo vivo.
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