Torino-Lione, il Cipe sottrae risorse dirottandole sull’Auditorium fiorentino. Esultano i No Tav

Il Comitato interministeriale di programmazione economica toglie fondi al supertreno. Stefano Esposito (Pd): «Mi rivolgerò subito al ministro Lupi»

Brutte notizie romane per la Torino-Lione. Probabile nuova linfa per chi si oppone alla realizzazione dell’infrastruttura. Annunciate, le cattive nuove per i supporters della nuova linea, da uno dei più accaniti sostenitori: il senatore Stefano Esposito. «Con un blitz – comunica il parlamentare democratico – il Cipe (Comitato interministeriale di programmazione economica) ha rimodulato le risorse del Fondo per le infrastrutture ferroviarie e stradali relativo a opere di interesse strategico, stabilendo che i 10 milioni di euro previsti per le misure compensative della Tav tra il 2013 e il 2015, vengano ripartiti in due tranche: 2 milioni di euro sul 2013 e i restanti 8 milioni sul 2016». Una decisione, secondo Esposito, frutto «della più bieca ignoranza burocratica che, di fatto, sottrae le già scarse risorse destinate ai territori interessati dalla realizzazione della Torino-Lione. Il tutto nel più assoluto silenzio, senza informare il Governo, il Commissario Virano, gli enti locali interessati e neppure il Parlamento».

Parte di quei fondi destinati alla Val Susa sarebbero stati dirottati per il completamento del “Nuovo Auditorium – Teatro dell’opera” di Firenze. «Senza nulla togliere all’importanza dell’Auditorium fiorentino– punge Esposito – è evidente che siamo in presenza di una scelta priva di qualunque razionalità politica e che conferma, ancora una volta, il fatto che a Roma non tutti hanno compreso la rilevanza di un’infrastruttura come la Tav».
Il parlamentare torinese annuncia che si rivolgerà immediatamente al ministro Maurizio Lupi «affinché intervenga presso il Cipe e si impegni non solo ad evitare che in futuro si ripetano analoghi fatti, ma soprattutto a definire quanto prima il piano degli interventi compensativi e delle risorse necessarie che non possono certo essere poche briciole elargite ai territori. È in gioco la credibilità del nostro paese sia nei confronti delle comunità locali interessate dalla Tav sia nei confronti dell’Unione Europea».

I No tav hanno prontamente messo in rete un manifesto  funebre per le “compensazioni Tav” accompagnandolo con un commento molto netto.«Con questo annuncio – scrivono i trenocrociati –  rolla un altro pezzettino del millantato credito intorno alla Torino Lione, ed una delle frecce nell’arco dei Sì Tav per continuare a riempirsi la bocca di benefici per il territorio, ricaduta territoriale e tante belle parole utili solo a giustificare la devastazione del territorio e un po’ di compravendita».