Testamento biologico. Se informare diventa più importante che curare

Articolo tratto dal numero di Tempi inĀ edicolaĀ (vai allaĀ pagina degli abbonamenti) āĀ Ā«Il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di curaĀ». Ć una delle disposizioni ā articolo 1 comma 8 ā meno considerate allāinterno della legge sullāeutanasia; pardon!, del disegno di legge āNorme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamentoā. Nel silenzio generale, il testo, giĆ approvato alla Camera, va avanti al Senato, per il momento in commissione SanitĆ . In passato abbiamo richiamato il profondo stravolgimento che lāintero provvedimento, se approvato, causerĆ alla professione medica. Il comma appena riportato non mostra evidenti e gravi ricadute, a differenza, per esempio, delle norme che impongono al medico di sospendere o non praticare una terapia in atto se il paziente, attualmente incapace, in precedenza ha compilato la dat, ciò che obbliga il sanitario a provocarne la morte. Ma rende lecito domandarsi che cosa significa.
Ci sono ordinamenti nei quali la tariffa per il professionista che presta un servizio a un cliente ĆØ commisurata pure alle ore materialmente dedicate dal primo al secondo, ma si tratta più di avvocati o di consulenti che di medici. Per costoro finora il problema si ĆØ risolto sul piano deontologico informando lāammalato o, se costui non fosse in grado di ricevere o di comprendere le notizie, di comunicare con i parenti o con le persone di fiducia, e di raccoglierne il consenso.Ā Una disposizione come quella richiamata ha una sua logica in un contesto eutanasico. Vediamo perchĆ©. Intanto non ĆØ un caso se il Ā«tempo della comunicazione tra medico e pazienteĀ» sia considerato ātempo di curaā e non tempo di āterapiaā: mentre questāultima punta a guarire una patologia, ristabilendo le migliori condizioni di salute per il paziente, ācuraā invece chiama in causa lāassistenza al malato, indipendentemente dalle sue possibilitĆ di guarigione e dallāesito della patologia.
La logica dellāintero disegno di legge ĆØ quella dellāaffermazione del principio che la vita umana ĆØ un bene disponibile: in contrasto con la Costituzione e con leggi ordinarie che si inseriscono in una tradizione giuridica millenaria sia sul piano civilistico (il divieto degli atti di disposizione del proprio corpo stabilito dal codice civile) sia sul piano penalistico (la punizione della istigazione e dellāaiuto al suicidio e dellāomicidio del consenziente). Ma in adesione con una giurisprudenza, quella formatasi attorno alla vicenda di Eluana Englaro, che si ĆØ affermata solo nellāultimo decennio. Conseguenza del capovolgimento di prospettiva ĆØ la trasformazione del rapporto fra medico e ammalato in una relazione tendenzialmente paritetica, nella quale importa di più non guarire il paziente, cioĆØ fare il suo bene rimuovendo, se possibile, la malattia, ma raggiungere lāaccordo perfetto su tutti i dettagli del trattamento sanitario.
Come si misura la āproduttivitĆ ā
Ć il significato di una delle prime disposizioni del testo sulle dat, quella dellāarticolo 2 comma 2: «à promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia fra paziente e medico che si basa sul consenso informatoĀ». Finora il consenso al trattamento non ĆØ stato in contrapposizione con il bene del malato, essendo la partecipazione consapevole di costui alla realizzazione di quel bene: con la norma appena citata la conoscenza da parte del paziente dei dettagli del trattamento sanitario che dovrebbe riguardarlo ĆØ più importante del buon esito della terapia o dellāintervento.
Se allora lo sforzo prioritario del medico diventa con la legge sulle dat la minuta informativa dellāammalato e la raccolta del suo consenso ā sempre che ci riesca, ed ĆØ tuttāaltro che scontato, visto che pochi pazienti hanno i fondamentali della medicina ā, il tempo che il medico vi dedicherĆ ĆØ sottratto a quello riguardante le terapie, le cure, gli interventi sanitari. Da ciò la necessitĆ di quantificarne il costo: se il mantenimento delle strutture e dei reparti ospedalieri ĆØ commisurato alla loro āproduttivitĆ ā minuziosamente quantificata, lo stravolgimento della professione medica ĆØ seguito di pari passo da nuovi criteri per āmisurarneā il lavoro.
Il medico, in altri termini, sarà pagato per parlare e per raggiungere un accordo sul consenso più che per guarire. Se un cambiamento così radicale interessasse qualsiasi altra professione o attività lavorativa vi sarebbe un presidio permanente davanti al Senato per manifestare la più forte opposizione. Perché i medici tacciono?
Foto Ansa
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