Sud Sudan. Uomini costretti a gettarsi nel fuoco, a bere sangue, a mangiare carne umana

Un rapporto dell’Unione Africana elenca le atrocità commesse nello Stato più giovane del mondo per motivi etnici dalle opposte fazioni in guerra dal 2013. Peggio dell’Isis

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Violazioni dei diritti umani, crimini di guerra e atrocità inimmaginabili rappresentano ormai la quotidianità del Sud Sudan, sconvolto da una guerra che va avanti dal dicembre 2013. Le ultime denunce arrivano da un rapporto «lancinante» dell’Unione Africana, che propone di istituire un apposito tribunale africano per condannare i responsabili.

PEGGIO DELL’ISIS. L’elenco delle crudeltà testimoniate dai civili, e compiute per ragioni politiche ed etniche dall’esercito regolare del presidente Salva Kiir (etnia Dinka) e i ribelli del vicepresidente deposto Riek Machar (etnia Nuer), sono tali che fanno impallidire quelle perpetrate dai terroristi dello Stato islamico.
Uomini e donne sono stati picchiati e costretti a gettarsi nel fuoco; alcuni sono stati obbligati a bere il sangue di persone (spesso amici) dissanguate, altri a mangiare carne umana in orrendi atti di cannibalismo; donne, vecchie e giovani, sono state stuprate in gruppo e lasciate per terra in stato di incoscienza, mentre i bambini vengono schiavizzati e costretti a combattere una guerra insensata.

OLTRE 50 MILA MORTI. «I racconti che abbiamo udito riportano alla memoria alcuni dei peggiori episodi di violazioni di diritti umani commesse nel nostro continente in passato», scrive la commissione. In quasi due anni, i morti sono già più di 50 mila e su 12 milioni di abitanti, centinaia di migliaia di persone «rischiano di morire di fame», 1,52 milioni di persone sono sfollate, 552 mila hanno già lasciato lo Stato più giovane del mondo, 121.400 persone sono nei campi profughi dell’Onu, altre 300 mila sono a rischio per i nuovi combattimenti tra le due fazioni armate, più di 4 milioni di persone «rischiano di fare la fame».

IL RAPPORTO. La commissione, che ha individuato i nomi delle persone da incriminare, anche se per ora li ha tenuti nascosti, ha cominciato a lavorare nel 2014. Il rapporto doveva uscire all’inizio dell’anno ma è stato bloccato nella speranza di raggiungere un accordo tra le parti. Questo non è avvenuto. Nel rapporto si parla anche di numerose fosse comuni sparse per il paese, esecuzioni di massa, pestaggi indiscriminati, corpi mutilati, torture di ogni genere e civili bruciati vivi.

Foto Ansa/Ap

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