Per la Cnn, Boko Haram e Isis si diffondono a causa dei cambiamenti climatici

L’autorevole emittente si lancia in un’ipotesi fantasiosa, per non dire ridicola, smentita da decine di studi e testimonianze di ex terroristi islamici

Sono tanti i fattori – religiosi, politici ed economici – che hanno contribuito alla nascita e alla diffusione dell’estremismo islamico nel mondo. Media e ong internazionali hanno sempre sottovalutato la centralità della componente ideologica nella formazione di gruppi terroristici sanguinari, come Boko Haram in Nigeria o Stato islamico in Iraq e Siria, per non irritare il mondo musulmano. Allo stesso modo hanno sottovalutato la componente politica, e cioè gli enormi appoggi in termini finanziari e militari forniti dai paesi arabi, per non alienarsi le simpatie di colossi petroliferi come Arabia Saudita o Qatar. Ora però la Cnn vorrebbe farci credere che è tutta colpa dei cambiamenti climatici.

LE TESTIMONIANZE DEGLI EX TERRORISTI

Riprendendo la tesi di Robert Muggah, analista dell’istituto brasiliano Igarape che si occupa del rapporto tra cambiamenti climatici e sicurezza, spiega ad esempio che la diffusione di Boko Haram nel nord della Nigeria è stata moltiplicata dalla siccità che sta restringendo il lago Chad, riducendo «molte persone alla povertà e lasciando come unica soluzione disponibile unirsi a un gruppo armato».

Se la povertà potrebbe avere spinto alcuni a unirsi ai terroristi islamici, è difficile che le difficoltà economiche da sole abbiano convinto pescatori e agricoltori a trasformarsi in stragisti. Non a caso, le testimonianze raccolte dai media internazionali dentro il campo di riabilitazione e deradicalizzazione di ex militanti di Boko Haram, in Nigeria, sono tutte dello stesso tenore. «Ci hanno puntato le pistole contro e ci hanno detto: “Decidete, o vi unite a noi per seguire le direttive di Allah oppure vi ammazziamo”. Cosa potevamo fare? Dovevamo scegliere tra vivere e morire. E li abbiamo seguiti», racconta ad esempio Mohamed alla Bbc. Oltre al desiderio di salvare la propria vita, a spingere molti nigeriani a unirsi ai terroristi è il fattore religioso. Una delle frasi più comuni citate dagli ex militanti infatti è: «Ora ho capito che ho imboccato la strada sbagliata, ho capito che non stavo davvero facendo la volontà di Allah». La povertà può avere influito in alcuni casi, ma solo come motivazione secondaria.

LA VERA CAUSA DELLE VIOLENZE DEI FULANI

La tesi ambientale però è stata sostenuta anche da Amnesty International. La ong in un rapporto ha scritto che le stragi di cristiani compiute dai pastori musulmani Fulani, che nel 2018 hanno fatto più vittime di Boko Haram, sono da ricondurre al «peggioramento delle condizioni ambientali, che hanno obbligato gli allevatori a muoversi verso sud alla ricerca di terreni aumentando la competizione per la terra, l’acqua e i pascoli». La versione delle vittime degli attacchi, però, è molto diversa: «La narrativa che va per la maggiore è quella di uno scontro tra agricoltori e allevatori. Ma questa è solo una scusa inventata per nascondere la verità e continuare a perpetrare il male. La verità è che i Fulani seguono un’agenda precisa: vogliono islamizzare la Nigeria», ha dichiarato il vescovo di Makurdi, monsignor Wilfred Chikpa Anagbe.

ISIS? COLPA DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Riprendendo uno studio di del think tank Adelphi commissionato dal governo tedesco, la Cnn afferma anche che i cambiamenti climatici hanno «giocato un ruolo importante» nella formazione e diffusione dell’Isis in Siria e Iraq. Ma le migliaia di foreign fighter partite dall’Europa alla volta del Medio Oriente non l’hanno certo fatti per ragioni ambientali, come dimostrato da decine di studi e interviste. Cambiamenti climatici ed estremismo islamico sono due problemi molto seri. Che i primi siano la causa del secondo è solo una sciocchezza.

Foto Ansa