Nigeria. Nel 2018 i musulmani Fulani hanno ucciso più cristiani di Boko Haram

Nel 2018 in Nigeria gli attacchi dei pastori musulmani Fulani hanno causato più vittime di quelli di Boko Haram. È quanto emerge da un rapporto di Acled, una delle migliori Ong al mondo nel raccogliere i dati sulla violenza politica. Solo l’anno scorso i Fulani hanno massacrato 1.930 persone contro le circa 1.600 attribuite ai terroristi islamici affiliati all’Isis.

«SIAMO VICINI AL GENOCIDIO»

I pastori musulmani hanno messo a ferro e fuoco interi villaggi, abitati prevalentemente da cristiani, nella cosiddetta Middle Belt nigeriana. L’obiettivo è, da un lato, accaparrarsi le terre degli agricoltori cristiani per pascolare le proprie mandrie; dall’altro, come denunciato da molti vescovi, è in atto un vero e proprio tentativo di «islamizzare la Nigeria» e cacciare i cristiani. Come dichiarato dal vescovo di Gboko, monsignor Amove Avenya, la situazione è gravissima, «una bomba a orologeria che rischia di distruggere il paese. I Fulani sono armati fino ai denti e massacrano donne incinte, bambini, distruggono le nostre campagne. La comunità internazionale non può aspettare che abbia luogo un genocidio per intervenire. Abbiamo bisogno di aiuto».

Le violenze dei Fulani sono aumentate a dismisura negli anni, a partire dal 2013. Secondo Acled, «il conflitto con Boko Haram ha drenato l’attenzione delle forze di sicurezza verso il Nordest del paese, lasciando poche risorse per rispondere all’instabilità nelle altre aree della Nigeria». Sta di fatto che i 27 attacchi violenti dei Fulani nello stato di Benue nel 2017 sono diventati 100 nel 2018. Nello stato di Plateau, nello stesso intervallo, si è passati da 20 a 69, a Taraba da 8 a 43, da 1 a 40 a Nassarawa. La mappa qui sotto fa capire l’entità dell’aumento dei massacri dal punto di vista numerico e geografico.

L’ATTENTATO DA 238 MORTI

L’episodio più violento registrato nel 2018 risale al 23-24 giugno quando centinaia di pastori Fulani hanno attaccato per oltre 24 ore contemporaneamente 10 villaggi nello stato di Plateau. Sono morte almeno 238 persone, anche se il bilancio definitivo potrebbe essere anche più pesante. Le chiese e le case sono state bruciate, alcuni villaggi completamente rasi al suolo.

Un rapporto di Amnesty International attribuisce la colpa delle violenze ai cambiamenti climatici, che avrebbero innescato una guerra per le risorse, diminuite in seguito alla progressiva desertificazione del paese. Eppure i cristiani spiegano chiaramente che la ragione principale è religiosa: «I Fulani sono armati e spietati nel perseguitarci», ha dichiarato il sacerdote nigeriano Joseph Fidelis a tempi.it. «Noi cristiani siamo a rischio estinzione ed è in atto un tentativo di islamizzare tutto il paese perché controllare la Nigeria significa espellere i cristiani da tutta l’Africa occidentale».

Foto Ansa

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