Nigeria. «Se non mi fossi unito a Boko Haram, mi avrebbero ucciso»

La storia di Mohamed, che si è pentito ed è entrato nel programma di riabilitazione del governo. «Vi prego, perdonatemi»

I terroristi islamici di Boko Haram hanno attaccato il villaggio di Mohamed, nel nord della Nigeria, quando era soltanto un ragazzino. Molte persone sono state uccise, lui e alcuni suoi amici hanno avuto la possibilità di scegliere: «Ci hanno puntato le pistole contro e ci hanno detto: “Decidete, o vi unite a noi per seguire le direttive di Allah oppure vi ammazziamo”. Cosa potevamo fare? Dovevamo scegliere tra vivere e morire. E li abbiamo seguiti».

«UNITEVI A NOI O VI UCCIDIAMO»

Mohamed parla con la Bbc dal campo di riabilitazione predisposto dal governo per gli ex combattenti di Boko Haram che, come lui, hanno deciso di arrendersi. Al momento ci sono 154 terroristi che seguono un percorso di deradicalizzazione e reinserimento nella società.

«Gli uomini di Boko Haram ci hanno portato nella foresta Sambisa», la roccaforte dei terroristi, continua Mohamed. «Là ci hanno insegnato a combattere, poi ci hanno condotto in un altro luogo, dove ci hanno consegnato le armi e ordinato di attaccare un villaggio». Mohamed è rimasto sei anni con i terroristi, fino a quando nel 2017 non ha scoperto che il governo aveva inaugurato un percorso di riabilitazione. «Insieme a un mio compagno ci siamo informati, abbiamo scoperto che non ci avrebbero puniti e siamo scappati».

«NON FACEVO LA VOLONTÀ DI ALLAH»

Nel campo Mohamed sta imparando a fare il calzolaio, «così potrò guadagnarmi da vivere dovunque andrò a vivere». Il giovane si dichiara pentito di avere aderito a Boko Haram: «Ogni volta che penso a quello che ho fatto mi sento male. Tutto ciò che posso dire a coloro cui ho fatto del male è: “Vi prego, perdonatemi”. Chiedo perdono anche ai miei genitori e a tutti gli altri per le atrocità commesse. Ora mi rendo conto che ho imboccato la strada sbagliata, ho capito che non stavo davvero facendo la volontà di Allah».

TRENTAMILA IN FUGA

La testimonianza di Mohamed fa ben sperare nella possibilità di riabilitare molti giovani che hanno aderito a Boko Haram, sotto minaccia o per ideologia, soprattutto in un momento in cui il gruppo terroristico sta tornando a devastare la Nigeria dopo un paio d’anni in cui sembrava vicino alla sconfitta. Secondo le stime diffuse dall’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), più di 30 mila persone sono scappate solo nel fine settimana dalla città di Rann per timore di nuovi attacchi. La popolazione, vicina al confine con il Camerun, «è nel panico e sta scappando come misura preventiva per salvarsi la vita». Centinaia di persone sono scappate, rifugiandosi nei campi profughi o nei paesi vicini, anche dopo l’attacco di fine dicembre alla città di Baga.