L’inferno della sanità greca al collasso: «Introvabili farmaci per cancro e Aids»

La spesa sanitaria greca è stata tagliato del 32 per cento dal 2009. Mancano 300 medicinali, gli ospedali non hanno soldi. Un caso: «Mi hanno detto: “Dobbiamo risparmiare per curare i bambini. Sua moglie ha 62 anni, tornate a casa”».

Se nel 2009 la sanità greca era considerata «relativamente efficace», oggi, dopo anni di crisi e tagli, gli ospedali sono disperati non avendo più soldi né medicinali. A Tessalonica, 12ma città greca per grandezza, l’equivalente di Verona, ci sono 13 ospedali e tutti hanno gli stessi problemi: «Ormai manca anche la carta su cui fare le radiografie, per questo siamo costretti a farle solo a chi ne ha più bisogno, accordandoci con gli altri ospedali, altrimenti si chiede ai pazienti di andare loro a comprarsi il materiale» spiega al Le Monde Leta Zotaki, a capo del reparto di radiologia dell’ospedale di Kilkis. Su una porta di una sala dell’ospedale campeggia la scritta: «Non portate cioccolato ai vostri cari, comprate la carta igienica». Ma manca anche tutto il resto: guanti in lattice, compresse, reagenti per gli esami del sangue, prodotti per lavare i pavimenti… Anche  la forza lavoro è stata ridotta: i medici sono passati da 160 a 125.

«O CURIAMO SUA MOGLIE O I BAMBINI». Dal 2009 la Grecia ha tagliato la spesa sanitaria del 32 per cento per cercare di rientrare nei parametri richiesti dalla Troika per concedere i miliardi di euro di prestiti. Il sistema sanitario greco già prima della crisi era però da rivedere: non a caso tra il 2007 e il 2009 gli ospedali pubblici si erano visti tagliare il budget del 40 per cento. Per evitare la chiusura, ogni consultazione costa oggi 25 euro e anche tutte le prestazioni mediche hanno un costo variabile a seconda del trattamento. Ma a volte anche questo non basta. È il caso della signora I., il cui marito racconta: «Mia moglie è malata di cancro e la cura prescritta dai medici era molto costosa. Per questo l’amministrazione dell’ospedale si è opposta. Quando ho chiesto perché, mi hanno detto: “Dobbiamo scegliere, dobbiamo risparmiare i soldi che abbiamo per curare i bambini. Sua moglie ha 62 anni ormai, è meglio se tornate a casa”».

INTROVABILI FARMACI PER CANCRO E AIDS. Il caso dei coniugi I. è estremo ma in Grecia comincia a mancare di tutto. L’allarme rosso si è acceso soprattutto per i medicinali che servono ai malati di cancro e Aids, già da settimane introvabili e si allunga a 300 la lista di quelli che cominciano a scarseggiare in farmacia. Oggi, in più, è in atto lo sciopero delle farmacie che non vogliono più concedere medicine a credito agli iscritti all’ente per l’assistenza sanitaria nazionale, circa il 60 per cento dei greci. Il governo infatti non rimborsa più le farmacie e ha un debito di circa un miliardo di euro. Per questo è stato appena presentato un disegno di legge che diminuisce retroattivamente il costo dei medicinali, un progetto che farà perdere alle farmacie tra i 50 mila e i 500 mila euro.

FARMACI VENDUTI ALL’ESTERO. Tra i casi più disperati c’è quello dell’ospedale Tzaneio al Pireo che ha reso noto di avere finito le scorte di farmaci antiretrovirali e quindi di non poterli più somministrare ai pazienti affetti da HIV, il virus dell’Aids. Theodoros Abatzoglou, capo dell’Associazione dei Farmacisti panellenici, ha reso noto che le carenze parziali – o in alcuni casi complete – di medicinali che si registrano sono dovute in gran parte al fatto che le aziende farmaceutiche che producono in Grecia preferiscono vendere i loro farmaci all’estero perché ricavano profitti maggiori dopo che nel Paese la spesa pubblica per i medicinali è stata drasticamente ridotta.