Corea del Nord punta i missili contro gli Usa ma rassicura la Cina: «Non ci sarà nessuna guerra»

La Corea del Nord mette in allerta le basi missilistiche, pronte a colpire gli Usa nel Pacifico. Ma un alto ufficiale afferma alle agenzie turistiche cinesi: «La guerra non ci sarà».

Il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un ha messo in allerta tutte le unità missilistiche del paese perché siano pronte a colpire le basi Usa nel sud del Pacifico e la Corea del Sud. È questa la risposta all’invio di bombardieri strategici B-2 Stealth americani per le esercitazioni militare congiunte con Seul.

«NON CI SARÀ LA GUERRA». Non tutto però è come sembra. Da una parte Pyongyang fa di tutto per alzare la tensione, dopo il recente test missilistico, quello nucleare e violando i patti di non aggressione con la Corea del Sud stipulati negli anni ’70, cancellando la linea telefonica di emergenza diretta tra i governi sud e nordcoreano e chiudendo il principale confine di Panmunjom che si affaccia sulla Zona demilitarizzata condivisa con Seul al confine con la Corea del Sud. Dall’altra, però, un alto ufficiale nordcoreano in visita in Cina a metà marzo ha rassicurato le agenzie turistiche del Dragone affermando che «non scoppierà nessuna guerra nella Penisola coreana».

PIÙ VOLI TURISTICI. La notizia riportata dal giornale sudcoreano Chosun Ilbo informa anche che dal 12 aprile ci saranno più voli turistici a collegare Corea del Nord e Cina: cinque alla settimana rispetto ai tre attuali con la compagnia Air Koryo, più i tre di Air China. Per questo una fonte del giornale afferma: «Sembra che la Corea del Nord cerchi di migliorare la sua economia favorendo il turismo cinese, mentre le minacce contro la Corea del Sud servono per motivi interni».

STRATEGIA DEL NORD. Come affermato a tempi.it dall’esperto di Corea del Nord Lee Sung-yoon, professore della Tutfts University del Massachusetts e ricercatore associato dell’Istituto coreano di Harvard, «Negli ultimi 20 anni la strategia provocatoria della Corea del Nord, fatta di test missilistici, nucleari e piccoli attacchi alla Corea del Sud, ha portato molte concessioni economiche da parte di Usa, Corea del Sud, Giappone e Cina. Per un paese così povero, che ha sempre bisogno di aiuti economici, questa strategia è risultata davvero efficace».

OBIETTIVO NEGOZIATI. E ancora: «Pyongyang dunque spera che nei prossimi tre mesi potrebbe ricevere offerte di nuovi e migliori aiuti economici. Bisognerà vedere se succederà, certamente, ma negli ultimi 20 anni il copione è stato sempre uguale: Pyongyang ha provocato, ci sono state le condanne, le risoluzioni dell’Onu e poi dopo qualche mese si è tornati ai negoziati».