Droga: la narrazione light e la realtà pesante

Il governo italiano annuncia norme contro chi spaccia anche piccole quantità, Amsterdam ferma il turismo dei “cannaioli”, la testimonianza di una madre

Zitto zitto, quatto quatto, il Governo si è mosso per combattere la piaga della droga. Il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, ha infatti annunciato una norma per «arrestare immediatamente, con custodia cautelare» chi spaccia droga anche in piccole quantità (e chissà cosa sarebbe successo se a prendere questi provvedimenti fosse stato Matteo Salvini).

«Ho predisposto – ha dichiarato Lamorgese – una norma per superare l’attuale disposizione dell’art. 73 comma cinque che non prevede l’arresto immediato per i casi di spaccio di droga. Abbiamo fatto un tavolo di lavoro con il ministero della giustizia e abbiamo trovato una soluzione che convince sia noi che la giustizia, dando la possibilità di arrestare immediatamente con la custodia in carcere coloro che si macchiano di questo reato. È stato rilevato il fatto che arrestare, senza custodia in carcere, e il giorno dopo vedere nello stesso angolo di strada lo spacciatore preso il giorno prima, incide anche sulla demotivazione del personale di polizia che tanto si impegna su questo versante e vede la propria attività essere posta nel nulla quando il giorno dopo li ritroviamo nello stesso posto».

“Lieve entità”

Le parole del ministro sono state recepite con soddisfazione dai responsabili delle forze dell’ordine, affranti nel vedere vanificati i loro sforzi.

Come spiegato dal Fatto:

«I commi 5 e 5 bis dell’articolo 73 del testo unico sulle droghe del 1990 che prevede per i reati di spaccio “di lieve entità” la possibilità di accedere alla sospensione condizionale della pena (reclusione da sei mesi a quattro anni e della multa da euro 1.032 a euro 10.329) ed al lavoro di pubblica utilità invece di scontare la pena detentiva. L’opzione che si sta mettendo a fuoco è quella di alzare la pena minima per i recidivi in modo che non possano sfuggire all’arresto».

L’ipocrisia della sinistra

Bene. Resta l’ipocrisia di una sinistra da anni impegnata a sdoganare le “droghe leggere” (“leggere” sì, come la peste), a giustificarne l’uso, a parlare di “uso personale” e “modiche quantità”, a far finta che consentire la vendita di cannabis light sia innocuo. Tutti sotterfugi che hanno fatto solo il gioco degli spacciatori e il diffondersi di una mentalità che sottovaluta l’impatto devastante della droga nella nostra società. Ora, finalmente, visti i numeri che ci parlano sempre più di “emergenza droga” e di un’utenza che si fa sempre più giovane, si cerca un qualche rimedio.

Basta fumatori ad Amsterdam

Arriva sempre un momento in cui la realtà si prende la rivincita sulla “narrazione”. Anche ad Amsterdam, la tollerante e libertina città olandese, che non ne può più dei ragazzi che arrivano in città solo per “fumare”, tanto che il sindaco, Femke Halsema, ha annunciato di voler impedire ai turisti stranieri di acquistare e consumare la cannabis nei coffee shop.

«Ho denunciato mio figlio»

Perché quando passi dall’ideologia alla realtà nuda e cruda, le chiacchiere stanno a zero. Lo ha testimoniato in maniera straziante in questi giorni Patrizia Mirigliani, la patron di Miss Italia, che ha denunciato il figlio per maltrattamenti in famiglia, estorsione e tentata estorsione.

«Sono dodici anni della mia vita che combatto, Nicola soffre di dipendenze, l’ho portato in sette comunità. Se sono arrivata al punto di denunciare mio figlio, è perché sono distrutta».

Foto Ansa