Forse è ora di controllare come controlla il controllore della Rai, dicono in viale Mazzini

Le domande dei nuovi consiglieri (e le maldicenze di corridoio) sul direttore dell’Internal Auditing e “responsabile prevenzione della corruzione”, Delia Gandini

Fabrizio Salini, amministratore delegato della Rai

Si chiama “Internal Auditing” ed è la direzione Rai che fa tremare i polsi a chi, per tentazione o debolezza, incrocia (più o meno inavvertitamente) la parola corruzione. Una macchina micidiale (che può muoversi con assoluta libertà tra le “carte” del palazzo), il cui obiettivo sarebbe quello di rivedere le procedure aziendali (indicare cioè, passo passo, le azioni da intraprendere per acquistare una penna o un servizio esterno), ma soprattutto decidere quando, come e su chi avviare quelle “indagini interne”, figlie della corposa “letteratura anonima”, innescata da un direttore generale (dg) del passato, Luigi Gubitosi, e sempre in voga a viale Mazzini per mettere in scacco tutti i dirigenti col vizietto degli affari.

A capo di quest’ufficio, proprio a viale Mazzini, da febbraio 2017 c’è una donna tutta d’un pezzo, Delia Gandini, laureata in Scienze dell’informazione, con mansioni che la vedono anche “responsabile per la prevenzione della corruzione”. Un curriculum di tutto rispetto (si legge anche che è consigliere di amministrazione dell’Associazione italiana internal auditors) ha fatto ottenere a Delia Gandini, chiamata in Rai dal dg renziano Antonio Campo Dall’Orto su richiesta dal presidente dell’epoca, Monica Maggioni, un compenso di 215.000 euro nel 2017 e di 240.000 euro nel 2018. La stessa cifra che finisce in busta all’amministratore delegato “pentastellato” in carica, Fabizio Salini.

UN BENEFIT FUORI DAL COMUNE

Eppure, a fronte della terzietà riconducibile al ruolo di “sommo inquisitore” che si ritrova addosso, da qualche giorno sulla “signora dei controlli”, Delia Gandini, i corridoi Rai sono prodighi di interrogativi e qualche voce non proprio conveniente. Qualcuno dei nuovi consiglieri, infatti, avrebbe chiesto di conoscere quanto e come spenda il suo tempo il controllore, con quali meccanismi orienti le sue azioni e che cosa e chi guidi la sua mano, ma soprattutto se è vero che, oltre al suo lauto stipendio, la Gandini conti anche su un benefit decisamente fuori da comune: un appartamento (espressamente richiesto e ottenuto) nelle vicinanze di piazza del Popolo, che mamma Rai, con i soldi dei contribuenti italiani, le avrebbe concesso, per regalare ogni comfort alla intoccabile dirigente nelle poche serate di permanenza romana. Poche, perché sembrerebbe che la “lady di ferro” non ami più di tanto Roma e i suoi uffici.

GRATIFICAZIONE PREVENTIVA?

Un benefit che nei corridoi di viale Mazzini le malelingue dicono essere una “gratificazione preventiva” arrivata da certi settori dell’azienda ai quali starebbe molto a cuore l’assoluto relax della “direttora”. Noi, che non crediamo alle maldicenze, vogliamo sperare che – a stretto giro di posta – Delia Gandini possa fornire tutte le informazioni utili a fugare ogni dubbio sulla sua concreta attività svolta per il servizio pubblico: dai fascicoli aperti e chiusi ai riscontri effettuati e alle pratiche archiviate, dalla sua effettiva presenza in ufficio alle entrate e alle uscite della sua direzione. Prima di tutto all’ad “a cinque stelle” Salini, che dovrà confermarla o, a scadenza, sostituirla su richiesta del presidente “salviniano”, Marcello Foa. Perché quella nomina tocca direttamente a lui e una illuminata decisione in materia avrebbe, questa sì, il sapore del tanto sbandierato cambiamento.

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