Gli “esodati” della “Rai del cambiamento” ci costano tremila euro al giorno

Fatte le nomine dei direttori di rete, come saranno “ricollocati” i vari Teodoli, Fabiano, Maggioni e Orfeo, che pesano ancora sulle casse della tv di Stato?

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La sede Rai in viale Mazzini 14 a Roma

C’è una parola che, all’indomani delle nomine alle direzioni di rete (con l’arrivo della leghista Teresa De Santis a Rai1 e del pentastellato Carlo Freccero a Rai2), ha cominciato a frullare nella testa dell’alta dirigenza di viale Mazzini: la parola è ricollocazione. Della serie “il vecchietto dove lo metto”, anche se qualcuno dei “rimossi” potrebbe rientrare per anagrafe tra quelli che… “Non ho l’età”.

UN TASSAMETRO CHE GIRA

E questa parola, ricollocazione, sta già facendo danni alle casse dell’Azienda e alle tasche del cittadino. Perché, per soli due di “color che sono sospesi” (Angelo Teodoli e Andrea Fabiano, in uscita da Rai1 e Rai2, entrambi in attesa di incarico), il tassametro ha cominciato a girare inesorabile: in pratica, per i due “esodati”, che costano al cittadino-contribuente la cifra annuale di 447.000 euro oltre agli oneri garantiti, la “Rai del cambiamento”, targata Di Maio-Salvini starebbe già subendo un’emorragia di 1.500 euro al giorno.

NUMERI SFUGGITI

Purtroppo, a dirlo sono i numeri che emergono dal sito Rai, sorprendentemente sfuggiti al rampante ad Fabrizio Salini, plenipotenziario a cinque stelle, e all’enigmatico Marcello Foa, presidente-controllore “in quota Lega”: i due, presi a guardare evidentemente altrove, non si sono accorti che per Teodoli (senza ricollocazione) la «retribuzione effettivamente percepita» è di 240.000 euro, e che per Fabiano (anche lui senza ricollocazione) la «retribuzione effettivamente percepita» è 207.000 euro e spiccioli. Un’evidenza che non è tutto, perché questi numeri non sono gli unici con i quali fare i conti: risulta, infatti, sempre scorrendo il sito Rai, che questa “perdita” sia solo la punta di un iceberg ben più rilevante, che fluttua indisturbato nei mari agitati del direttore del personale, Luciano Flussi, anche lui preso a guardare altrove.

ECCELLENZE PARCHEGGIATE

All’acqua che scorre dal rubinetto per Teodoli e Fabiano “in parcheggio”, di fatto, si aggiunge ancora acqua, che si sta sprecando per due altre “eccellenze” della Rai, ferme al palo da mesi. Si tratta dell’ex presidente, Monica Maggioni, e dell’ex direttore generale, Mario Orfeo: la prima generosamente remunerata con una «retribuzione effettivamente percepita» di 239.989 euro l’anno; il secondo pagato, in attesa di decisioni altrui, con una «retribuzione effettivamente percepita» di 240.000 euro l’anno. Totale: 479.989 euro, che equivalgono su 300 giornate di lavoro annuali a 1.600 euro al giorno di epistassi, sempre oltre gli oneri dovuti. Una “perdita” che va avanti già da quattro mesi, per un conto pari a quasi 130.000 euro di denaro pubblico, “sversato” a due professionisti per non fare praticamente nulla.

TREMILA EURO AL GIORNO

Tornando all’oggi, i 1.600 euro quotidianamente pagati dalla Rai per gli incolpevoli Orfeo e Maggioni, sommati ai 1.500 euro sborsati inutilmente per Teodoli e Fabiano, porterebbero il buco a oltre 3.000 euro. Soldi “persi” da Salini e Foa per ogni santo giorno che il buon Dio manda in terra. Un danno da far tremare i polsi, nonostante a due passi da viale Mazzini 14, a pochi metri dal Cavallo, abbiano la propria sede i togati della Corte dei conti. Guarderanno altrove anche loro?

Foto Ansa

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