Che fine hanno fatto le ragazze rapite da Boko Haram in Nigeria? «Sono più di 200 e non sono tornate»

Il preside della scuola di Chibok rivela alla Bbc: «Le ragazze rapite sono 234, nessuna di loro è stata liberata dall’esercito»

Le ragazze nigeriane tra i 16 e i 18 anni rapite da Boko Haram da una scuola della città di Chibok lo scorso 14 aprile non sono ancora state liberate e non sono 100 ma 234. Lo ha rivelato alla Bbc la preside della scuola attaccata dagli islamisti, Asabe Kwambura, aumentando la confusione e il mistero sul rapimento delle giovani.

VERSIONI DISCORDANTI. Subito dopo essere state catturate, il governo aveva dichiarato che si trattava di poco più di 100 ragazze. Nei giorni successivi l’esercito aveva dichiarato di aver liberato la stragrande maggioranza delle studentesse, alcune delle quali erano scappate da sole.
I parenti e il governo locale di Borno avevano però smentito questa versione, senza fornire ulteriori dettagli sulla vicenda.

«L’ESERCITO NON HA LIBERATO NESSUNO». Secondo Kwambura, Boko Haram ha rapito 234 ragazze. Di queste, 52 sono riuscite a scappare mentre le altre 182 sono ancora nelle mani dei terroristi islamici: «Nessuna di queste ragazze è stata liberata dall’esercito. Solo i resoconti che vengono da noi rappresentano la verità in questa storia. Spero che i rapitori abbiano pietà delle studentesse».

IL VIDEO DI BOKO HARAM. Chibok si trova nello stato settentrionale di Borno, uno dei più colpiti dalla furia di Boko Haram, che nei premi mesi del 2014 ha già ucciso più di 1500 persone. Pochi giorni fa il leader di terroristi Abubakar Shekau, che secondo gli Stati Uniti sarebbe stato già ucciso e sostituito, ha diffuso un video insultando e prendendo in giro il presidente della Nigeria Goodluck Jonathan e lanciando una sfida agli Stati Uniti.
«Jonathan, tu sei un’anatra zoppa – lo ha deriso – Sei un pesce troppo piccolo per noi. Noi trattiamo solo con i tuoi grandi maestri come Obama. Anche lui non può fare niente contro di noi, perché siamo più di loro. (…) Non ci fermeremo fino a quando non raggiungeremo il nostro obiettivo: chiunque si dica musulmano dovrà smettere di obbedire alla Costituzione [per seguire la sharia], abbandonare la democrazia e stare lontano dall’educazione occidentale».