Campione misterioso: quello di oggi ha giocato pure nella Juve

Ultima settimana di Europei e ultima settimana di campione misterioso. E il livello diventa sempre più difficile…

Il gioco del “campione misterioso” di Tempi entra nella sua settimana conclusiva, con gli ultimi profili. Ecco quello di oggi, decisamente ostico. Per partecipare, occorre inviare il nome e cognome del giocatore all’indirizzo redazione@tempi.it, con la dicitura “giocatore misterioso” nel campo oggetto. In palio, un’intervista con Tempi.

Non è più giovanissimo, e si vede. Eppure, strana sorte, ora che la sua carriera dovrebbe avviarsi verso il tramonto, le soddisfazioni per lui continuano a fioccare. Attenzione, non immaginatevi scudetti su scudetti: parliamo in realtà solo di belle stagioni, cariche di successi ed emozioni, anche europee, ma di rado vittoriose fino in fondo. E poi, l’altro grande successo per lui è essere in Polonia e Ucraina: fino all’ultimo è rimasto in ballottaggio con altri giocatori, e sinceramente io non lo avrei portato. E invece, eccolo lì: il capello è quello di sempre, lungo al punto giusto, un castano-rossiccio che non intende cedere il passo agli anni, spesso in tinta con il pizzetto. E anche la grinta in campo, è sempre la stessa: ha un modo di giocare che lo contraddistingue, sia per la tecnica che adotta, sia per il modo con cui motiva e tiene attenti i suoi compagni. Per ora non ha visto ancora il campo, ed è difficile che lo veda: ma nel calcio non si sa mai cosa può succedere, e c’è da stare certi che, in ogni evenienza, lui è pronto.

Parlando del suo passato, la carriera da professionista da giovane gli ha regalato anche qualche occasione prestigiosa: una, in particolare, lo portò alla Juventus sul finire degli anni Novanta. Ma a Torino non ci rimase tanto, collezionando solo sporadiche presenze: dopo poco tempo fece le valige e partì, verso est.

Chiaramente, dato che parliamo di un grande campione internazionale, non ha giocato solamente in Italia, ma pure all’estero. Sempre fedele a campionati “mediterranei”, spiccano, su tutte, due esperienze: la prima in Spagna, dove ha potuto pure alzare una coppetta locale; e la seconda in un campionato ai confini dell’Europa, quello turco, dove è arrivato ad un passo dal fregiarsi del titolo di campione.

Ma ormai da qualche anno ha lasciato queste terre, per tornare nella sua patria, sempre in un campionato mediterraneo. Nella nuova squadra, gli è bastato poco per diventare l’idolo dei tifosi: è vero, il suo club migliora sempre, e il pubblico caldissimo ama alla follia i suoi giocatori. Ma lui è uno di quelli più stimati: con la sua grinta vulcanica ha conquistato tutta la curva.