«Campi di sterminio polacchi»: la gaffe di Obama, nobel per la pace (ma non in storia)

Obama premia a Washington Jan Karski, polacco tra i primi ad allertare il mondo sull’Olocausto, perpetrato in gran parte in Polonia. La gaffe del presidente Usa ha fatto infuriare il premier polacco.

Avete mai sentito parlare dei «campi di sterminio polacchi», dove ha avuto luogo l’Olocausto? No? Significa che non siete aggiornati sui discorsi del premio nobel per la pace Barack Obama. La Polonia è letteralmente infuriata e ha chiesto alla Casa Bianca di porgere scuse ufficiali per la gaffe compiuta dal presidente degli Stati Uniti più politically correct mai eletto. Obama, in una cerimonia a Washington, ha premiato un importante personaggio della resistenza polacca, tra i primi ad allertare il mondo sul pericolo di un Olocausto nazista perpetrato sul suolo polacco. Un bellissimo gesto, se solo Obama non avesse parlato di «Campi di sterminio polacchi».

Il tema è estremamente delicato, visto che la Polonia ha subito l’occupazione tedesca durante la Seconda guerra mondiale e ha dovuto sopportare la costruzione di lager sul proprio suolo. Prima del 1939 vivevano in Polonia 3,3 milioni di ebrei, la maggior parte dei quali morì per mano nazista. «La Casa Bianca deve scusarsi per l’errore oltraggioso» ha tuonato il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski martedì sera. «Che l’ignoranza e l’incompetenza oscurino una cerimonia così importante fa davvero pietà». Oggi Sikorski ha aggiunto che non sospetta Obama di cattiva fede e ha accusato gli “speech writers” del presidente. Ma il primo ministro polacco Donald Tusk ha insistito chiedendo che l’errore venga subito rettificato.

La cerimonia era stata organizzata in onore di Jan Karski, deceduto nel 200o a Washington e insignito del titolo “Giusto tra le nazioni”, che ha portato a Londra e negli Usa una delle prime testimonianze di quello che avveniva nei lager, chiedendo alle grandi potenze mondiali di porre fine allo sterminio di massa degli ebrei. Obama sarà anche premio nobel per la pace, ma con la storia ha qualche problemino.