Mentre Sala e Majorino #salvanolaLombardia, a Milano volano bastonate

Che dice il sindaco dell’aggressione all’inviato di Striscia in una Porta Venezia in balìa di immigrati e spaccio? Nulla. Troppo preso a usare i morti del coronavirus contro la Regione

Vittorio Brumotti di Striscia la notizia racconta l'aggressione subita a Milano

L’epopea della fase 2 / 5

Qualcosa mi dice che i milanesi condividono la costernazione di un nostro caro amico rettore la cui residenza si affaccia giusto sui Bastioni di Porta Venezia, teatro di un intenso bivacco all’aria aperta, anche durante tutto il periodo di lockdown, e specialmente facente base per le scorrerie di spacciatori e predoni che non rendono vera  giustizia alla Milano bike sharing, ciclabile e pedonalizzata, così come la raccontano i videoselfie del sindaco Beppe Sala e, di rinforzo, il Corriere di Urbano Cairo e la Repubblica di Elkann Agnelli.

Quanto alle bastonate ben mirate alla testa e al volto di cui è stato vittima l’inviato di Striscia la notizia da parte dei predatori e spacciatori stanziali in quel meraviglioso angolo verde della centralissima Porta Venezia, proprio nei pressi dei magnifici giardini Montanelli dove le mamme molto perbene che risiedono portano a spasso talora i pochi bambini che partoriscono e più spesso i tanti bei cagnolini che le inteneriscono, il mio amico che si affaccia giusto lassopra commenta le notizie lette e ascoltate. «Qual è la notizia di Brumotti picchiato ieri a Porta Venezia, davanti all’entrata dei giardini pubblici? Che lui è coraggioso, non che il centro di Milano è in balìa di sbandati e spacciatori».

A dire il vero, almeno Antonio Socci, questa l’ha azzeccata in pieno. «Ma non è vergognoso che a Milano ci siano zone in mano a questi signori? Che dicono il sindaco e il ministro dell’Interno?».

Beh, direi che quanto al ministro dell’Interno, siamo in attesa di una sanatoria. Quanto invece al sindaco, bisognerebbe chiedere al suo immediatissimo like di ieri all’iniziativa marcata con duplice hashtag che sotto sotto nasconde messaggi subliminali di orecchiabilità intrinsecamente obbligante all’acquisto di un paio di Amplifon.

E comunque. Questa storia di migranti che bivaccano e che i bivacchi servono a preservare predatori e spacciatori, è un affare che il Majorino che ieri ha cominciato a #salvarelaLombardia assieme al sindaco della Milano dei bivacchi e delle ciclabili (oltre che assieme all’anima bella che faceva vacanze da sogno in ville paradisiache e piscine da urlo sotto sequestro della procura di Milano site in Costa Smeralda) descriverebbe come provocazione fascista e indegna gazzarra della destra razzista.

Anzi. Mi meraviglia che Pierfrancesco, che da ieri a oggi mi è stato annunciato pure come produttore di intensissime poesie crepuscolari, non sia ancora intervenuto spiegando la differenza che c’è tra un bastone e una carota. Cosa ha preso in testa Brumotti? Lo vogliamo verificare? O ci vogliamo accontentare della versione di un Barney?

Certe volte, lo ammetto, io vado pazzo per questi democratici. Sala può raccontare con grandi dosi di fantasia la Milano spericolatamente gagliarda, così sicura che ha potuto lasciare in lockdown anche diverse squadre di Polizia locale. Una Milano così rigorosa sotto le sue indicazioni di sindaco, che basta una foto taroccata di gente ai Navigli, che incazzandosi il sindaco, il giorno dopo tutti gli scostumati della Milano città metropolitana sono subito in riga.

Ma chi governa sul serio Milano poi lo si capisce dalle razzie rom, dallo spaccio nigeriano e, scusate se è poco, dalle bande di predatori e bivaccatori extracomunitari che si piazzano a macchia di leopardo dal centro lungo gli assi che conducono in periferia e lungo tutta la circonvallazione delle filovie 90 e 91, che sono poi i numeri delle percentuali degli stranieri frequentanti quelle due linee Atm di superficie.

Ma i nostrani democratici sono molto obamiani. Non li sfiora niente e non si sentono criticabili da nessuno. Infatti mi aspetto da Majorino o da Sala dichiarazioni alla vice di Obama e purtroppo candidato alla Casa Bianca con buone chance. Mi aspetto battute tipo quella appunto di Joe Biden dell’altra sera secondo cui «un negro che non sa se votare lui o Trump si capisce che non è un vero negro».

O mi aspetterei l’analisi del governatore democratico Andrew Cuomo sulla New York dei tantissimi contagiati (oltre 200 mila), dei tantissimi morti (22 mila) e dei tantissimi vecchietti defunti nelle residenze per anziani (quasi 6 mila). Insomma nella sola città di New York si contano più contagiati, più morti, più vecchietti defunti che in tutta la Lombardia. Eppure non c’è nessun repubblicano che approfitta dell’argomento dei contagiati, dei morti e dei vecchietti defunti per lanciare un #SalvateLaNuovaYork o #CommissariateLaSanitaNuovayorkese.

Ma insomma, siccome anche lì ci dev’essere qualche parente di vecchietto che è comprensibilmente triste, arrabbiato e magari è già munito di avvocato per battere cassa e qualificare i danni biologici ed emotivi, il governatore democratico non si è fatto addolcire come il nostro fin troppo buono Attilio Fontana che riflette su dove si può aver sbagliato nelle Rsa e mette in pista commissioni di inchiesta su eventuali errori. Cuomo l’altra mattina nella consueta conferenza stampa del mattino ha detto chiaro e tondo che i morti sono morti. E basta con queste cretinate sulle responsabilità anche a riguardo dell’ultima ondata di 139 vecchietti morti nelle residenze dello Stato di New York.

«Chi è responsabile per quelle 139 morti? Come possiamo ottenere giustizia per quelle famiglie che hanno avuto 139 morti? Cos’è la giustizia? Chi possiamo perseguire per quelle morti? Nessuno», ha detto Cuomo. «New York ha il miglior sistema ospedaliero e i migliori medici», ha detto Cuomo. «Le persone anziane sono più vulnerabili e questo è un dato di fatto e che non cambierà», ha detto Cuomo.

Insomma, il democratico obamiano  Cuomo ha detto quello che molto probabilmente avrebbero detto i democratici obamiani de noantri alla Sala e Zingaretti se fossero stati loro al comando della Lombardia al posto di Fontana e Gallera. Ma siccome loro non sono al governo della Lombardia ma sono a governo di Roma che ha fatto più danni che mascherine e tamponi, fanno intendere con Joe Biden che solo dei bianchi sporchi in combutta con dei falsi negri posso difendere l’operato della destra in Lombardia.

Quanto ai bivacchi, agli spacciatori e alle bastonate prese da Brumotti, beh, #milanonsiferma e #milanoantirazzista.