Multe a chi vuole lavorare, #beppesalashow sui Navigli

L’8 maggio perfetto del sindaco: videoselfie ultimatum per i milanesi in giro, foto da guardiano dei Navigli, passerella a Roma. Ma non è facile far dimenticare lo scandalo di piazza Sempione

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Cronache dalla quarantena / 57

Venerdì 8 maggio è stato un giorno molto speciale per #beppesalashow. Ma perché «incazzarsi» e dare «un ultimatum» – come ha detto il sindaco di Milano nel suo videoselfie mattutino di venerdì 8 maggio – invece di mandare ai Navigli la stessa squadretta di polizia che ha salassato con 400 euro di multa i ristoratori di piazza Sempione, flash mob autorizzato, distanze rispettate? Ma insomma, «assembramento»?

Poi prende e fa questa scenetta con i Navigli. Il sindaco di Milano. Ma la polizia locale e la Digos dov’erano? Perché salatissime ammende a chi chiede di tornare al lavoro e tiratine d’orecchie (con ultimatum e parolaccia però!) a quell’1 per cento di milanesi scostumati che han capito niente di quel che passa a Milano?

Bello come il sole, il sindaco ha fatto il bis nel pomeriggio di venerdì 8 maggio. Ma questa volta niente videoselfie, dritto su Instagram col pantalone a tubetto che fa molto cityman. E in coppia col maresciallo della polizia locale, in divisa d’alta ordinanza, nell’atto di rassicurante ma non troppo smagliante sorriso. Della serie: stiamo lavorando per voi, siamo mica qui a pettinare le bambole. In favore di telecamera, naturalmente.

«Navigli, ora meglio. Grazie». Il papà di Milano ha tirato un sospiro di sollievo. «Ora meglio». Pensare che al mattino aveva minacciato un nuovo lockdown. Poi vediamo se fate ancora gli spritosi! «Navigli, ora meglio. Grazie». Poi dice che non si governa coi social. Altro che.

Nel giro di qualche ora a Milano sono passati dalla minaccia di una nuova iradiddio ai festeggiamenti per “Sala santo subito”. Ripeto signor sindaco, io non so chi le curi l’immagine, le diriga il traffico dei palcoscenici, le tenga l’agenda aggiornata. Si capisce, però, che la vicesindaca Anna Scavuzzo le sta curando i social che è un bijou. Che il Corriere della Sera la considera poco sopra il presidente degli Stati Uniti. E che tutti gli scostumati di Milano non aspettano altro che vedere i suoi videoselfie del mattino. Lei si incazza. E loro non lo fanno più. Mai più. Buoni buoni, loro spariscono dalla scena dell’assembramento. E non tornano più. Mai più.

Non so se avete capito. Dovendosi stendere una vela grande come piazza Sempione sui 400 euro di multa spiattellati a lavoratori che manifestavano civilmente per riprendere a lavorare, qualcuno si è immaginato questo magnifico fondale di cinema Paradiso #beppesalashow per far sapere a noialtri che la città di Milano, compreso quel famoso 1 per cento di sciagurati, è tutta un pendere dalla bocca del suo papà sindaco. La prova già nel pomeriggio dell’ultimatum: «Ora meglio. Grazie».

Ma la prova provata è il giorno dopo. Con le telecamere a comprovare che ai Navigli non si beve più neanche un tè nel deserto. Ma chi sei #beppesalashow, il rais turkmeno Gurbanguly Berdimuhamedow di noialtri? Può darsi ci sia stato anche altro in quel tutto speciale venerdì 8 maggio. Magari la vigilia di una fuitina alla chetichella a Roma. Per riferire a Zinga che Milano va. «Ma quando li cacciate i soldi veri, compagni di governo romani, che per adesso ci tocca promettere il pozzo di San Patrizio con i 14,5 milioni raccolti da Fondo Mutuo Soccorso?».

Buoni spesa. Piccole imprese. Scuole. Centri sportivi. Centri culturali.  Famiglie povere. Residenti che han perso il lavoro. Inquilini delle case popolari… Promettere di aiutare il mondo va bene. Però poi i soldi devi anche averceli. La moltiplicazione dei pani e dei pesci non è ancora provato che sia nei poteri del #beppesalashow.

Insomma, il sindaco iperattivo cinema Paradiso ti dà lo stesso senso di sicurezza che potrebbe darti una traversata in gondola del mar di Bering. Si è alzato col videoselfie, ha proseguito cinguettando come Chiara Ferragni che fa già cose molto belle per ricordare chi governa molto bellamente Milano. E venerdì 8 maggio si è ritrovato anche lui, il #beppesalashow, come la famosa influencer, a frequenter Instagram.

Tutto d’un fiato, infine, dopo una giornata trascorsa a tirare la carretta di una campagna elettorale iniziata un po’ prestino (visto che partire adesso per il maggio 2021 fai ancora a tempo a beccarti una scarlattina, il tifo, ebola e chissà cos’altro), in serata riesci a prendere pure il treno della sfilata di governo sul Tg1.

E che cavolo, un venerdì 8 maggio proprio memorabile, caro #beppesalashow. Ti sei svegliato incazzato nero. Hai ascoltato i consigli della influencer nera. Sei andato ai Navigli in completo nero (non vorrei dire, ti mancava solo il cornetto alla cintola). E ti sei rischiarato come una gondola bianca sul lato americano non ghiacciato dello stretto di Bering, con un semplice, pulito, tranquillo, scatto su Instagram. «Navigli ora, meglio. Grazie. E io mi prendo la responsabilità di fare di più sui controlli».

Sei un bravo ragazzo, caro sindaco di Milano. E sai? Il venerdì 8 maggio 2020 ce lo ricorderemo anche noi. Multoni a chi vuol lavorare. Serendipity ai tuoi fedeli. E per ciliegina di un venerdì 8 maggio proprio speciale, il Rai Tg1 di prima serata va in onda in queste sequenze da regimetto show: Sala, Bonaccini, Boccia, Gualtieri, Gentiloni, Sassoli, Mattarella. Poi Conte, Gualtieri ancora, Di Maio, Zingaretti. Sono le 20.16. Penso che a questo punto, quegli sciagurati di italiani abbiano cambiato canale.

Foto Ansa