«Gli attentatori jihadisti di Parigi miravano alle centrali nucleari del Belgio»

La polizia belga, secondo il sito Dh.be, ha trovato un video che «tende a dimostrare che l’obiettivo ultimo era condurre un attacco nucleare sul continente europeo»

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In Belgio l’inchiesta iniziata per scovare gli autori degli attentati di Parigi, che il 13 novembre hanno fatto 130 morti, sembra aver preso una piega inquietante. Secondo il sito francofono di informazione belga Dh.be, «le indagini hanno permesso di mettere le mani su una prova materiale che tende a dimostrare che l’obiettivo ultimo [della cellula jihadista] era riuscire a condurre un attacco nucleare sul continente europeo».

VIDEO DI 12 ORE. Durante una delle decine di perquisizioni fatte nelle settimane successive alla strage, gli inquirenti belgi hanno trovato un video di dodici ore. Per tutta la durata del filmato, l’obiettivo della telecamera è puntato sulla stessa porta. Dopo settimane, si è scoperto che la casa monitorata si trova nelle Fiandre ed appartiene al direttore del programma di ricerca e sviluppo nucleare belga.

SICUREZZA AUMENTATA. Analizzando le immagini di una telecamera di sorveglianza posta lì vicino, la polizia ha scoperto che la macchina da presa era stata nascosta in un cespuglio coperta da un po’ di paglia. A recuperarla sono stati due sospetti non ancora identificati, ma «sicuramente legati alla cellula terrorista di Parigi». Ora l’inchiesta prosegue e nonostante sia solamente una supposizione quella che lega le riprese alla volontà dei jihadisti di condurre un attacco alle centrali nucleari belghe, il governo ha deciso nell’ultima settimana di «aumentare la sicurezza intorno alle centrali».

Foto Ansa


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