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Iraq, l’Isil impone ai cristiani di Mosul il pagamento del tributo umiliante («minimo 250 dollari»). L’alternativa è la morte

giugno 23, 2014 Leone Grotti

Secondo la Commissione per i diritti umani dell’Iraq, «l’Isil impone ai cristiani un pagamento minimo di 250 dollari ma la somma varia a seconda del tipo di lavoro che fanno i cittadini»

A due settimane dalla conquista di Mosul, i terroristi islamici dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) hanno incominciato a imporre sulla popolazione la sharia secondo le regole del califfato islamico, afferma Aina. I primi a subire il nuovo regime sono ancora una volta i cristiani, che dovranno pagare la gizya, il tributo umiliante previsto dal Corano.

«TRIBUTO DI 250 DOLLARI». Come affermato dalla Commissione per i diritti umani dell’Iraq, «l’Isil impone ai cristiani un pagamento minimo di 250 dollari ma la somma varia a seconda del tipo di lavoro che fanno i cittadini». L’alto commissario Salama Al Khafaji ha anche aggiunto che «la situazione economica a Mosul è estremamente difficile e mancano le risorse finanziarie e i posti di lavoro. I cittadini non riescono ad arrivare in fondo alla giornata: come possono pagare [il tributo] all’Isil?».

ADDIO CONFINI. L’alternativa al pagamento della gizya, come già avvenuto nella città siriana di Raqqa, da un anno trasformata in califfato islamico dai terroristi, è la conversione all’islam, la morte o la fuga dalla città. Ma gli estremisti, che negli ultimi giorni hanno conquistato due posti chiave al confine con la Siria e la Giordania, controllando così un territorio senza soluzione di continuità tra Iraq e Siria, hanno anche promesso di conquistare nel nord della Siria la città di  Al Qamishli, vicino al confine con il territorio iracheno, e annunciato in un comunicato quello che faranno alla popolazione.

mappa-isil-conquiste-iraq-siria«DECAPITARE I CRISTIANI». Come riportato da Breitbart, l’obiettivo è liberarla «dal regime siriano, dai nipoti degli ebrei, i sionisti curdi, e dai nipoti dei crociati, gli infedeli cristiani». Il programma annunciato comprende cinque obiettivi:

  1. bruciare tutte le case di intrattenimento della città,
  2. bruciare tutti i negozi che vendono alcol e sigarette,
  3. prendere il controllo del mercato dei gioielli e rubare tutto l’argento e l’oro per finanziare le attività terroristiche,
  4. prendere il controllo dei negozi di alimentari e vestiario per rifornire i «fratelli jihadisti»,
  5. svuotare la città di tutti i suoi cristiani, prendendo le loro donne e decapitando gli uomini, e cacciare tutti i curdi o ucciderli «rispettando i comandi di Allah».

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5 Commenti

  1. Piero scrive:

    Da fare leggere a Cisco

  2. beppe scrive:

    attiviamci per ospitare i cristiani perseguitati dall’islam e non migliaia di islamici di cui non conosciamo le vere intenzioni-

  3. Ale scrive:

    Il punto e’ ma se gli Americani se ne stavano a casina loro e noi a casa nostra..invece di abbattere Saddam oggi l’Isil forse non sarebbe esistito?! “Fatti li …tui” come dice Crozza quando imita Razzi. Direi una verità assoluta. Anche se il secondo e’ il vero comico.. Ritornando al tema la domanda e’ noi europei quando la smetteremo di andare dietro agli americani?! Hai visto Raider che su questo la penso forse come te?! Non sono una guerrafondaia, anzi sono molto arcobaleno, le prime bandiere vennero fuori allora ed erano contro le guerre al terrorismo. Sono vent’anni che fanno guerra ed oggi e’ peggio di ieri, tra profughi che hanno perso tutto e fanatici religiosi che dall’Europa vanno ad ingrossare le file degli integralisti islamici. Quindi cari americani e basta con sta’ storia di controllare il mondo. E noi perché non li lasciamo un poco perdere?! Carino il video “barzelletta” sulla flotta americana che intima ad un faro spagnolo di spostarsi..la dice lunga.

    • Franz scrive:

      “le prime bandiere vennero fuori allora ed erano contro le guerre al terrorismo”. Le prime e ultime direi visto che adesso non se ne vede manco una (eh ma allora c’era Bush…)

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