Tutti a ridere di Lino Banfi quando ci sarebbe da piangere per il reddito di cittadinanza

Si perde tempo a ironizzare sulla nomina del comico all’Unesco, e nessuno s’accorge che il Rdc si configura sempre più come una mancia elettorale

Mentre sui social si fa un gran parlare della nomina di Lino Banfi all’Unesco, accadono anche cose che meriterebbero maggior attenzione. Bankitalia parla di «stagnazione» e «recessione», il governo ha fatto sapere che la marcia indietro sul raddoppio dell’Ires arriverà col dl Semplificazioni (mah! chissà, vedremo), Luigi Di Maio è sicuro che l’Italia è sulla via del «boom economico».

DIRITTO AL REDDITO

A proposito di fatti che meritano attenzione, ieri è stato presentato, con tanto di slide, il reddito di cittadinanza (Rdc). A Roma Luigi Di Maio e Giuseppe Conte ne hanno illustrato le novità e il funzionamento, assicurando che non sarà una paghetta per scioperati che rimarranno sul divano. C’è da dubitarne. In verità, come dice oggi al Giornale Carlo Lottieri, «il reddito di cittadinanza non è un reddito di inserimento, ma nasce dall’idea che tutti abbiano diritto a un reddito».

PRECARI CHE ASSISTONO DISOCCUPATI

Al di là delle opinioni, poi, restano i fatti. Volendo anche concedere ai Cinquestelle la possibilità di provarci, resta da capire come l’erogazione di tale reddito possa avvenire, come saranno organizzati i controlli e l’inserimento nel mondo del lavoro. Su quest’ultimo aspetto, in questi giorni è stato spiegato che saranno assunti diecimila “navigator”, cioè dei tutor – per lo più laureati in legge, economia, psicologia e scienze sociali – che, selezionati dall’Anpal (Agenzia nazionale delle politiche attive per il lavoro), dovranno agevolare il reinserimento nel mondo del lavoro dei beneficiari del sussidio. Come ha ironizzato qualcuno, “dei precari che assistono dei disoccupati”.

UN PO’ DI IMPICCI

Seimila “navigator” saranno assunti subito con contratto a tempo determinato (che diverrà poi indeterminato, ha detto Di Maio) e collocati nei centri per l’impiego. Altri quattromila saranno assunti dalle Regioni tramite concorso. E già qui iniziano i primi impicci, come hanno fatto notare ieri diversi assessori regionali, chiamati a Roma al ministero per lo Sviluppo economico per spiegare loro come dovranno occuparsi della faccenda. Uno: dove le mettiamo “fisicamente” queste persone se nei centri per l’impiego non c’è posto? Due: far entrare una persona nella pubblica amministrazione richiede un tempo (minimo) di sei mesi. Tre: chi li paga? Le Regioni, ad esempio, non hanno fondi. Quelli selezionati dall’Anpal poi come saranno distribuiti sul territorio nazionale?

CHE COSA SONO I NAVIGATOR?

Il Foglio raccoglie oggi un po’ delle voci degli assessori regionali convocati al Mise che, «lasciati per mesi nel dubbio più assoluto, costretti a rincorrere i titoli sui giornali» per capire come funzionasse il Rdc, si sono sentiti dire che «ci faranno sapere»:

“Cosa sono, davvero, questi navigator? Non ci è stato chiarito. Chi li assumerà? E con che tempi, e che modi? Non ci è stato chiarito”. Gianna Pentenero, assessore piemontese al Lavoro, comincia con l’elenco in tono un poco mesto. La sua collega campana, Sonia Palmeri, prosegue il rosario delle lamentazioni: “Ci sarà un concorso, per questi lavoratori? E con quali risorse? Di Maio non ce lo ha detto. E le piattaforme informatiche di cui si parla, a che punto sono? Il ministro non ci ha detto neppure questo. E noi, che come regioni abbiamo la competenza in tema di politiche attive, cos’è che dovremo fare, nello specifico? Ah, saperlo”.

«TRE MESI? IMPOSSIBILE»

Maurizio Del Conte, presidente uscente dell’Anpal che avrà un ruolo chiave nella gestione del Rdc, ha spiegato all’Adnkronos che «il dicastero ha invitato i responsabili dell’agenzia tedesca a Roma non più di un mese fa, e sono venuti a spiegarci come hanno impiegato quattro anni a realizzare la parte infrastrutturale del loro sistema. Pensare di farlo noi in tre mesi mi sembra impossibile».

A MAGGIO LE EUROPEE

Molte questioni (e molto pratiche) sono avvolte dalla nebbia. Solo una questione è chiara: il Rdc andrà a regime entro aprile. Su questo, i leader Cinquestelle sono stati tassativi e il trambusto organizzativo è anche conseguenza di questa lotta contro il tempo. Una rincorsa che ha un ben preciso scopo: a maggio si vota per le elezioni Europee.

Foto Ansa