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La preghiera del mattino di Lodovico Festa

Se la sinistra si butta sull’assistenzialismo, Conte può ben rivendicare l’egemonia

Di Lodovico Festa
03 Agosto 2023
Rassegna ragionata dal web su: il salto male argomentato del Pd dalle liberalizzazioni al reddito di cittadinanza, i fronti di battaglia già presidiati dal M5s, i pericoli per la maggioranza
Il presidente del M5s Giuseppe Conte con la segretaria del Pd Elly Schlein
Il presidente del M5s Giuseppe Conte con la segretaria del Pd Elly Schlein (foto Ansa)

Il presidente del M5s Giuseppe Conte con la segretaria del Pd Elly Schlein (foto Ansa)

Su Huffington Post Italia Pierluigi Battista scrive: «Ora, cambiare idea in politica è lecito. Spiegare i motivi del cambiamento, però, non solo è doveroso, ma dimostra l’onestà intellettuale di chi cambia idea e non lo fa solo per opportunismo. Dunque il Pd dovrebbe spiegare perché grida alla “guerra contro i poveri” intrapresa dal governo con l’abolizione del reddito di cittadinanza mentre prima addirittura scherniva chi, come i 5 stelle, ululava dal balcone di Palazzo Chigi l’“abolizione della povertà”». Per un lungo periodo la sinistra erede dell’ex Pci ed ex sinistra Dc ha puntato su una politica (un po’ disperata) di riforme liberistico-modernizzatrici del sistema (privatizzazioni, liberalizzazioni, revisione dell’articolo 18, riforma Fornero delle pensioni), ora con un qualche coordinamento tra Elly Schlein, Giuseppe Conte e Maurizio Landini sta concentrando il suo sforzo su obiettivi come il...

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