Media soddisfatti e Radicali esultanti dopo la morte del tetraplegico marchigiano in seguito a iniezione letale. Così la cura smette di essere un'opzione, la "diga" sta per crollare
L'incredibile storia di Kat (nome di fantasia), trentenne affetta dalla sindrome di Ehlers-Danlos, alla quale lo Stato ha offerto l'eutanasia al posto delle cure. «Vorrei vivere, ma se non posso curarmi non mi resta che morire»
Il giorno dopo, solo recriminazioni perché il 46enne marchigiano non ha potuto accedere al suicidio assistito. Il tragico fallimento della società di fronte al dolore di un uomo non è più nemmeno un tema
La proclamazione del valore del suicidio e dell’eutanasia come "diritti" promossi dallo Stato getta un’ombra di disperazione su un’intera civiltà; la nostra, che pare voler eliminare il suo fondamento senza averne trovato un altro
Il vero menefreghismo dei sani, il diritto al boia, la presunta umanità dell’eutanasia. Il bivio aperto dal marchigiano “costretto a ripiegare” sulla sedazione profonda e dalla preziosa testimonianza di Sylvie Menard
C'è sempre attenzione per chi chiede l'eutanasia, ma disinteresse per la battaglia quotidiana di tutte quelle persone (e le loro famiglie) che lottano in condizioni difficili, dimenticate dallo Stato. Parliamone
Oggi la legge che ha depenalizzato la "buona morte" in Belgio compie vent'anni. Decessi decuplicati, paletti abbattuti, orrori diventati "normalità". Storia di un fallimento
La notizia non sono i capricci redazionali per l'aborto o l'eutanasia, ma che ci sia un popolo che in “quelli” in pancia o carrozzella riconoscono “uno di noi"
Howard Breen, attivista ambientalista di 68 anni, vuole farla finita con l'iniezione letale prima che sia l'apocalisse climatica a ucciderlo. A marzo potrebbe ottenere ciò che vuole
In sette anni il paese nordamericano è passato dal sì al suicidio assistito per i malati terminali all'omicidio di stato per i troppo fragili, i depressi e i "poveri" (ora pure in chiesa)