Una madre si mette in mezzo tra la corazzata della morte assistita in Canada e il suo ragazzo depresso e diabetico. Ma per gli emarginati che vivono di sussidi non c'è alternativa al morire servendo "il privilegio" dell'autodeterminazione
La morte di Stato della ventitreenne belga è il segno più eloquente di come a trionfare oggi sia l'odio per il corpo, da eliminare se in conflitto con la psiche
Una ragazza di ventitré anni sopravvissuta agli attentati di Bruxelles nel 2016 ha chiesto e ottenuto la "dolce morte" per «sofferenza psicologica insopportabile». Oltre la tragedia personale, c'è un paese diventato fabbrica di morte
Con una storica sentenza la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato il Belgio a modificare la legge sull'eutanasia, riconoscendo che i paletti previsti non sono sufficienti a impedire abusi
Prima il caso dj Fabo, poi quello Trentini, ora quello di Elena. Ogni volta l’esponente radicale alza il tiro al fine di ottenere l’omicidio di Stato per via giudiziaria. Ma le toghe e la politica possono intervenire per fermare il macabro spettacolo
Gli oltre diecimila morti in un solo anno iniziano a preoccupare gli esperti. Si moltiplicano i candidati al suicidio assistito per ragioni economiche. E le morti inquietanti di depressi e disabili
Haïm Korsia boccia l'apertura di Macron all'«aiuto attivo a morire» e chiede di privilegiare le cure palliative: «Il fatto che l’unica risposta che una società può dare alla sofferenza è la morte, è una tragedia»
Il Comitato etico consultivo nazionale cambia idea (dopo soli 4 anni) e si esprime a favore della "buona morte". Il presidente ne approfitta e lancia una falsa consultazione nazionale invocando il «modello belga». Si preannuncia un disastro
Le sue vittime chiedono giustizia in aula, ma per i tribunali nessuno può interferire con la morte assistita di Marin Eugen Sabau. Un precedente pericoloso