Caso Stamina. Le Iene cambiano linea e il miracoloso “metodo Vannoni” diventa «rischioso e senza certezze»

Nell’ultimo servizio andato in onda ieri sera non c’è traccia né di Vannoni né delle critiche al suo metodo, ma Golia spiega che i bambini «sembrano stare meglio»

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Le Iene cambiano rotta sul caso Stamina. Il programma televisivo di Italia 1 che più ha sponsorizzato il “metodo” di Davide Vannoni, facendolo diventare un caso nazionale, non lo difende più a spada tratta.

IL SERVIZIO DI IERI. In un servizio andato in onda ieri sera, l’inviato Giulio Golia riprende le storie di Celeste, Gioele, Sofia e Sebastian, bambini affetti da gravi malattie degenerative per le quali non esiste ancora una cura. Questi bambini vengono trattati agli Spedali Civili di Brescia con il “metodo Stamina” grazie alle decisioni dei tribunali, nonostante Aifa e Ministero abbiano bloccato le presunte cure.

FAMIGLIE VITTIME DI UN PASTICCIO. Le famiglie dei malati, vittime di un grave pasticcio burocratico senza precedenti, sono giustamente infuriate con il ministero e i medici, che prima hanno permesso loro di cominciare delle cure senza nessun fondamento scientifico, e quindi pericolose per la salute dei bambini stessi, poi le hanno bloccate, in seguito hanno permesso una sperimentazione scientifica ufficiale senza alcun motivo, per poi (probabilmente) bloccarla proprio perché pericolosa e senza fondamento scientifico. Gli Spedali Civili di Brescia, a questo punto, hanno fatto ricorso in tribunale per non continuare le infusioni di staminali e le famiglie si sono ritrovate in mezzo.

VOLTAFACCIA DELLE IENE. Le Iene, come negli altri servizi, non parlano dei potenziali pericoli del trattamento Stamina, continuano a chiamarlo “cura compassionevole” anche se non lo è, ma improvvisamente smettono di difendere Vannoni. Il cambio di rotta è comprensibile dal momento che il metodo Stamina è stato bollato come non scientifico da tutti gli esperti che si sono occupati del caso, dai tecnici del ministero e solo dopo dagli organi di informazione.

«STRADA RISCHIOSA». Fa comunque specie sentire per la prima volta Golia affermare che quella di Stamina è «una strada rischiosa e senza nessuna certezza» o che la speranza che offre non è oggettiva. Addirittura spiega che i bambini «sembrano stare meglio» e che «oggi nessuno può affermare con certezza che i miglioramenti di cui parlano i genitori siano causati proprio dalle infusioni di staminali».

«NON SAPPIAMO SE FUNZIONA». Mesi fa il metodo Stamina non era una «strada rischiosa e senza certezza» ma solo un trattamento «non sperimentato». E se prima si parlava di «miglioramenti» ora l’inviato spiega che i bambini «sembrano stare meglio». Il cambiamento delle Iene nel trattare il caso Stamina è in corso da tempo, visto che dopo i primi mesi di servizi già Golia aveva cominciato a dire che «non sappiamo se le infusioni di Stamina funzionino oppure no». Molti spettatori si sono anche chiesti perché il servizio su Stamina sia andato in onda dopo la mezzanotte, mentre spesso veniva trasmesso tra i primi.

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