Siria, l’accusa dell’arcivescovo Hindo: «Anche i ribelli, considerati moderati, si sono riuniti sotto la bandiera islamista»

L’arcivescovo siro-cattolico Jacques Behnan Hindo dichiara: «Non ci siamo schierati con Assad. Il popolo siriano non vuole la tirannia travestita con parole religiose. E tra due mali, è umano scegliere il minore»

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Speriamo che la Conferenza di Ginevra 2 aiuti la Siria a diventare uno Stato «libero e democratico» e  non «islamico». Così ha confidato a Fides l’arcivescovo siro-cattolico Jacques Behnan Hindo, titolare della eparchia di Hassakè-Nisibi in Siria.

«RIBELLI UNITI AGLI ISLAMISTI». Hindo è preoccupato dalla nuova tattica dei ribelli: «Adesso anche i gruppi d’opposizione legati al Free Syrian Army – che pure vengono presentati come moderati rispetto alle formazioni jihadiste – si sono riuniti sotto la bandiera islamista, e dicono che nella nuova Siria dovrà essere applicata la sharia, perché così vuole la maggioranza. Questa è una prospettiva che i cristiani non possono accettare».
Per strappare città come Raqqa o Aleppo alla fazione qaedista dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante, infatti, sembra che alcune fazioni ribelli si siano unite ai qaedisti di Al Nusra e agli estremisti del Fronte islamico.

«MALE MINORE». I cristiani, continua Hindo, non accetterebbero di diventare «minoranza» al posto di «parte integrante della patria comune» come successo ai copti egiziani nell’anno di governo dei Fratelli Musulmani.
E a chi accusa i cristiani di essersi schierati con il dittatore Bashar Al Assad risponde: «All’inizio le manifestazioni contro il governo chiedevano libertà, democrazia, fine della corruzione. Poi sono venuti da fuori a rubarci la rivoluzione. Il popolo siriano non vuole la barbarie e la tirannia travestite con parole religiose. E tra due mali, è umano scegliere sempre il minore».

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