Siria. È iscritta a un social network: i terroristi islamici la lapidano a morte secondo la sharia

Il tribunale della legge coranica di Raqqa ha giudicato l’essere in possesso di un account Facebook come un atto immorale di «grande malvagità», paragonabile all’adulterio

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siria-facebook-isil-shariaLapidata a morte perché iscritta a Facebook. È questa la sorte toccata alla siriana Fatoum Al Jassem secondo il quotidiano Al Rai Al Youm. La ragazza è di Raqqa, dove la brigata qaedista Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) ha da tempo instaurato un califfato islamico dove vige la sharia.

PUNITA CON LA LAPIDAZIONE. Il tribunale della sharia che l’ha processata ha giudicato l’essere in possesso di un account Facebook come un atto immorale di «grande malvagità», paragonabile all’adulterio. In lingua islamica, fa notare avvenire.it, molti atti giudicati immorali sono indicati da una parola che si traduce come adulterio. La punizione decretata dalla corte per la violazione è stata la lapidazione.

SHARIA A RAQQA. La sharia imposta dagli islamisti ai cittadini di Raqqa, uguale a quella instaurata ad Aleppo, ha già portato anche a diverse violenze anticristiane: l’Isil ha organizzato un rogo di Bibbie davanti alla chiesa greco-cattolica di Nostra Signora dell’Annunciazione, ha attaccato due chiese, distrutto la croce che si trovava su una di queste per rimpiazzarla con la bandiera nera inneggiante al jihad.

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