Lo spirito del tempo

Non c’è niente come un romanzo – e non serve un capolavoro, basta un giallo artigianalmente ben confezionato – per catturare un po’ di Zeitgeist, per assaggiare qualche sapore di quello spirito del tempo da cui uno scrittore appena appena decente non può prescindere. E così, dedicando le mie estati alle novità narrative (lasciando saggi e classici per il resto dell’anno), verso settembre faccio sistematicamente un bilancio dei frammenti di quel che ho compreso – letterariamente – di questa nostra peraltro sempre più disordinata epoca. E poi approfitto di Tempi per mettere in bella copia quel che mi sembra di aver capito.

Non c’è niente come un romanzo – e non serve un capolavoro, basta un giallo artigianalmente ben confezionato – per catturare un po’ di Zeitgeist, per assaggiare qualche sapore di quello spirito del tempo da cui uno scrittore appena appena decente non può prescindere. E così, dedicando le mie estati alle novità narrative (lasciando saggi e classici per il resto dell’anno), verso settembre faccio sistematicamente un bilancio dei frammenti di quel che ho compreso – letterariamente – di questa nostra peraltro sempre più disordinata epoca. E poi approfitto di Tempi per mettere in bella copia quel che mi sembra di aver capito.