Putin considera la fine dell’Urss come la più grande sciagura del XX secolo e il suo obiettivo è riannettere nell’"impero" la Georgia, l’Ucraina, la Moldavia (e Transnistria)
Vigili del fuoco sul luogo di un attacco russo in una zona residenziale di Kharkiv, in Ucraina, nella tarda serata del 27 ottobre 2026 (foto Ansa)
Il magistero della Chiesa ci spinge a pregare e a fare quanto è nelle nostre possibilità per ottenere la pace in un mondo contemporaneo segnato dalla "terza guerra mondiale a pezzi". Tuttavia, pregare e cercare la pace non significa estraniarsi dalla realtà del nostro tempo.
Quando si verificano conflitti (cioè abitualmente) nell’ambito di un sistema politico democratico, ci sono delle leggi e delle regole da rispettare per cui il conflitto viene in qualche modo regolamentato. Se in Occidente questa dialettica fra governo e opposizione viene rispettata nella sostanza, a livello di politica internazionale non è così. Non lo era durante la Guerra fredda, non lo è stato nella ex Jugoslavia negli anni Novanta del secolo scorso, non lo è fra Usa (e Israele) e Iran dal 1979, non lo è fra l’Europa e la Federazione russa dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, ma anche prima dopo l’occupazione militare della Crimea nel 2014. E allora non basta auspicare la pace, parlare con entrambe le parti ...
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