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Data center, i capannoni dello zio Tom

Di Mattia Ferraresi
03 Novembre 2026
In America la (quasi) guerra civile contro la proliferazione selvaggia dei “mostri computazionali” ha dominato la campagna del midterm. Per capire chi avrà la meglio tra Big Tech e comunità locali, osservate l’Ohio
Villette con vista su un grande campus di data center in Ohio
Villette con vista su un grande campus di data center in Ohio

Da una decina d’anni l’Ohio non è più quello che continua a essere, per pigrizia e resistenza al cambiamento, nel gergo politico-giornalistico italiano, lo stato in bilico che decide le elezioni presidenziali americane. L’Ohio vota ormai con una certa stabilità per i repubblicani, ma questo non significa che non sia un laboratorio politico e sociale da osservare con attenzione. Nel dibattito globale sulla costruzione dei data center, ad esempio, guardare quello che succede in Ohio significa vedere il futuro. La questione dei data center ha dominato la campagna elettorale del midterm, dove i democratici hanno combattuto a suon di spot senza parole in cui si sente soltanto l’inquietante ronzio dei server provenire da giganteschi magazzini costruiti a due passi dalle placide villette suburbane. L’attacco alla politica favorevole ai data center ha costretto i repubblicani a riadattare la narrazione per dare ascolto alle proteste dei cittadini contro il consumo indiscriminato di energia e r...

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