Siria. Chi dà rifugio ad anziani e handicappati musulmani rimasti senza casa? Il Vicariato di Aleppo

il vicario apostolico racconta che se la città cadesse nelle mani dei jihadisti sarebbe «una carneficina». «Gli orrori di cui si parla solo ora li abbiamo più volte denunciati all’Onu senza che nessuno ci ascoltasse»

Se Aleppo cadesse nelle mani dei jihadisti dello Stato islamico sarebbe «una carneficina». Risponde così ad Avvenire Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo in questi giorni al Meeting di Rimini. «Gli orrori di cui si parla in queste ore – dice facendo riferimento al rapporto Onu che parla dei bambini addestrati dai miliziani – li abbiamo denunciati da tempo alle Nazioni Unite senza che nessuno ci ascoltasse. I cristiani vivono tutti in città e non hanno alcuna possibilità di fuga, servono sei ore per scappare a Homs, chi poteva se ne è già andato. Restano i poveri e restano i musulmani, che sono la maggioranza e che non sono tutti fondamentalisti. L’islam siriano, per lo più, è moderato e i suoi esponenti sanno che in caso di vittoria dell’Is saranno i primi ad essere scannati».
Quanti sono i cristiani rimasti? Ieri, come riportato dall’agenzia Zenit, durante la conferenza stampa il vescovo ha ammesso che è difficile fare un calcolo preciso: «Non ci sono statistiche di cristiani che hanno abbandonato la Siria». Tuttavia, prima della guerra, essi erano circa 250 mila su una popolazione di circa 4,5 milioni di persone. «Oggi, invece, circa il 60% dei cristiani è andato via».

SIAMO FIGLI DEI MARTIRI. Raccontando della situazione attuale, Khazen dice ad Avvenire che «handicappati e anziani musulmani rimasti senza casa per i bombardamenti sono ospitati nel Vicariato. Nella mia città, ricordate, ci si sente “figli dei martiri” e sale della terra. Centinaia di giovani si riuniscono ogni sera malgrado il pericolo e la paura per aiutare la gente rimasta senza nulla, senza chiedere in che Dio credano. La nostra forza è la preghiera: preghiamo per noi stessi, per le cooperanti rapite, Vanessa e Greta, per i nostri confratelli che si trovano nelle stesse condizioni e per quelli che sono stati uccisi: hanno già sequestrato due vescovi e due sacerdoti sono stati massacrati. Noi non siamo “speciali” ma questi atti hanno fortemente demoralizzato la popolazione perché dimostrano che nessuno è al riparo dalla violenza».
Per quanto riguarda l’intervento, Khazen dice di essere sulle stesse posizioni di papa Francesco e chiede che gli Stati Uniti facciano pressione «sull’Arabia Saudita e sulla Turchia rompendo la rete delle alleanze intorno alo Stato islamico».